Il programma della 7ª edizione del Festival del giornalismo d’inchiesta

Sei date, dal 22 al 29 settembre, che porteranno a Osimo Ancona Filottrano e Castelfidardo nomi prestigiosi del panorama nazionale dell’informazione. Con un giorno dedicato alla formazione per i giornalisti iscritti all’ordine. Organizza Ju-Ter Club Osimo e Circolo +76

Osimo, 20 settembre 2018 – Il coraggio è il tema della settima edizione del Festival del giornalismo d’inchiesta che si svolgerà ad Ancona, Osimo, Filottrano, Castelfidardo e San Marcello dal 22 al 29 settembre prossimo per iniziativa del Circolo Culturale Ju-Ter Club Osimo e del Circolo +76. Direttore artistico, Gianni Rossetti.

Il logo del Festival e il direttore artistico Gianni Rossetti

Quel coraggio che deve avere il cronista che sceglie come sua esperienza professionale il giornalismo investigativo. Il Festival 2018 proporrà una serie di testimonianze uniche, di giornalisti che hanno fatto della ricerca della verità la loro ragione di vita, rischiando in prima persona, non cedendo a intimidazioni, minacce e perfino aggressioni fisiche.

Federica Angeli

Non a caso il Festival sarà aperto (sabato 22 settembre, alle 21,15 ad Osimo) da Federica Angeli, la giornalista di Repubblica che da cinque anni vive sotto scorta per le sue inchieste sulla mafia romana, sulle famiglie che controllano e dominano molte attività economiche sul litorale romano; la giornalista che non ha esitato a testimoniare nell’aprile scorso in un’aula di Tribunale, nonostante qualche giorno prima le fosse stata recapitata una busta con dentro un proiettile. L’ennesima intimidazione non l’ha fermata, non cede all’omertà, si batte per l’affermazione della verità e della giustizia.

Tutto il programma della manifestazione

sabato 22 settembre – 0re 21.15 sala congressi dell’hotel La Fonte di Osimo – Ospite Federica Angeli, la giornalista conosciuta per le sue inchieste sulla mafia romana, costretta a vivere sotto scorta dal luglio del 2013 a seguito delle minacce ricevute proprio per la sua attività d’inchiesta. Dalle colonne del quotidiano Repubblica è stata tra le prime a denunciare la criminalità organizzata sul litorale di Ostia, in particolare del clan degli Spada.

lunedì 24 settembre – Ore 21.15 sala congressi dell’hotel la Fonte di Osimo – Ospite Emiliano Fittipaldi, autore per L’Espresso di alcune tra le più rilevanti inchieste giornalistiche degli ultimi anni, dal caso del sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino alle inchieste sui rapporti tra politica e crimine organizzato.

mercoledì 26 settembre – Ore 9 – Museo dell’olio, Via Mazzini 2/4 San Marcello – Corso di formazione riservato ai giornalisti iscritti all’Ordine: “Il giornalismo per immagini” – docenti: Gianni Rossetti (direttore del Festival e già Presidente dell’Ordine marchigiano e della Scuola di giornalismo di Urbino) e Enio Tiburzi (telecineoperatore di grande esperienza)

Vittorio Brumotti

giovedì 27 settembre – Ore 21.15 Auditorium della Confartigianato di Ancona – Ospiti Antonio Di Bella (già direttore di Corriere della Sera, del Tg3 e ora di Rai News) e Filippo Nanni (vicedirettore di Rai News 24).

venerdì 28 settembre – Ore 21.15 Teatro Torquis di Filottrano – Ospite Vittorio Brumotti celebre inviato di Striscia La Notizia (ed ex campione di bike trial), anche lui preso di mira dalle organizzazioni criminali per i suoi servizi di inchiesta. Tra il 2017 e 2018 diversi episodi di aggressione e minaccia hanno coinvolto lui e la sua troupe televisiva, nel quartiere di San Basilio a Roma, alla stazione Centrale di Milano e nel quartiere Zen di Palermo.

sabato 29 settembre – Ore 21.15 sala convegni dell’ex cinema di Castelfidardo – Ospite Davide Vecchi, giornalista e saggista italiano, collaboratore de Il Fatto Quotidiano e autore di numerose inchieste sul Monte dei Paschi di Siena, in particolare sul suicidio – ancora enigmatico – del suo manager, da cui è nato il libro “Il caso David Rossi”.


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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