Fashion event: grande successo all’Istituto Laeng

Sulla passerella dell’Aula Magna della scuola, sfilate di moda ispirate al flamenco, al Natale e agli anni venti

Osimo – Sabato 27 gennaio, l’Aula Magna dell’Istituto Laeng si è trasformata in una suggestiva passerella dove le alunne  dell’Istituto, in un mix di luci, musica e danza, hanno presentato le migliori collezioni da loro stesse realizzate negli ultimi anni.

A dare il via, sulle note di “Maria” di Ricky Martin, 22 abiti ispirati al flamenco, ai colori della Spagna andalusa,  un tripudio di pizzo, gonne gypsy, trine, volant, bottoncini e balze e fiumi di rosso e nero.

A seguire, le creazioni, ispirate alla magica atmosfera del Natale, con cui le studentesse del corso Moda si sono aggiudicate il premio “Fashion Game 2017”, il concorso promosso dalla Confartigianato e dalla Camera di Commercio di Ancona. Oro, pizzi operati, jersey laminati, plissettati e rasi lucenti.

Infine, le immagini suggestive del film “Il grande Gatsby” per introdurre la collezione “anni venti”, 22 abiti tutti frange, paillettes, lustrini e stole con qualche nota di jazz.

Uno spettacolo nello spettacolo quello offerto dalle ragazze del corso moda, modelle, ballerine ma soprattutto realizzatrici degli abiti, dall’ideazione alla progettazione, dalla modellistica alla confezione.

Grande l’entusiasmo dei presenti, e del dirigente scolastico prof. Gabriele Torquati che, nel salutare il pubblico, ha voluto sottolineare come «la moda e la creatività italiane siano ambìti in tutto il mondo. La genialità di molti stilisti e di tanti artigiani ha reso lo stile italiano tra i più apprezzati».

Ci sono diverse opportunità per inserirsi e fare carriera nel settore della moda, innanzitutto bisogna specializzarsi e si possono frequentare corsi di moda, come quello offerto dall’Istituto Laeng, che permettono tantissimi sbocchi professionali presso le aziende del settore, numerose nel territorio.

«Eventi come questi – ha aggiunto la prof.ssa Baffetti, responsabile di sede del Laeng – in un momento in cui si parla spesso di Made in Italy sono la dimostrazione di come cultura e bellezza si possano coniugare per ottenere splendidi risultati».

Per migliorare sempre di più l’offerta formativa, l’Istituto Laeng si è impegnato a rinnovare le attrezzature e i laboratori del corso moda con un investimento di venticinque mila euro, oltre a dotare tutte le aule di proiettori per promuovere una didattica più innovativa al passo coi tempi  e a rinnovare i laboratori del corso di meccanica e meccatronica.

Per conoscere a fondo la realtà del Laeng, ancora open day domenica 4 febbraio dalle 15 alle 19.

 

redazionale

 


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

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