Un weekend caldo di appuntamenti per un ricco Ferragosto

Nonostante l’assenza del Concerto all'alba e della Festa della Madonna Assunta Numana offre gratuitamente musica, magia e comicità

Numana, 13 agosto 2020 – La stagione in corso prevede cambiamenti sostanziali nel palinsesto degli eventi numanesi per la settimana di Ferragosto. Nonostante l’assenza del Concerto all’alba e della Festa della Madonna Assunta, la settimana più calda dell’estate prevede un weekend lungo e ricco di appuntamenti.

La Marching Band

Giovedì 13 agosto, alle ore 21.30,  le strade di Numana ospitano la Marching Band, proveniente dall’Umbria, che colorerà di musica i vicoli con un repertorio di musica funk, salsa, mambo e blues, il tutto impreziosito da coreografie che coinvolgeranno il pubblico.

Il Maestro Marco Santini

Venerdì 14 agosto, ore 21:30, in Piazza del Santuario continua la Rassegna Note di Venere con il Maestro Marco Santini che si esibirà accompagnato dalla voce di Rosa Sorice e dalle note del pianoforte di Gabriele Esposto. Ospite d’eccezione, Luigino Pallotta  con la sua fisarmonica.

Il mago Lupis

Sabato 15 agosto, Piazza Miramare ospiterà il Mago Lupis, comico e mago dal volto conosciuto per aver partecipato a trasmissioni televisive come l’Edicola di Fiorello, specializzato in magia brillante. Sul web è noto come Magiko ed è  considerato il re dei maghi italiani.

Il comico Paolo Migone

Domenica 16 agosto, ore 21:30, sul palco di Piazza del Santuario per la rassegna Smile Numana torna Paolo Migone, grande amico di Numana, con lo spettacolo Completamente spettinato. Il comico toscano regalerà al pubblico un cocktail di battute esilaranti, frullate sapientemente all’interno di un monologo comico e schietto.

Si ricorda che l’ingresso per tutti gli eventi è gratuito e i posti non sono prenotabili. Si consiglia l’arrivo in piazza a partire dalle 20 e 45 per espletare tutte gli adempimenti e le procedure previste anti Covid-19 laddove sono previste le sedute.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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