Parliamone a Numana con Alessandro Sallusti

Il direttore de Il Giornale in Piazza del Santuario giovedì 6 agosto si racconta al microfono di Maurizio Socci

Numana, 5 agosto 2020 – Per la rassegna culturale Parliamone a… Numana, giovedì 6 agosto ore 21.15, l’ospite di turno che in Piazza del Santuario si racconterà al microfono di Maurizio Socci sarà Alessandro Sallusti, direttore del quotidiano Il Giornale.

Alessandro Sallusti nasce a Como nel 1957, si diploma perito chimico tessile presso il Setificio di Como. La sua carriera giornalistica inizia nel 1987 con una collaborazione proprio a Il Giornale,  diretto allora da Indro Montanelli.

Alessandro Sallusti direttore de Il Giornale 

Successivamente, Sallusti collabora con Il Messaggero, Avvenire e Corriere della Sera. È stato vicedirettore de Il Gazzettino di Venezia e direttore de La Provincia di Como. Dal gennaio 2007 e fino al luglio 2008, è stato direttore di Libero. Dal 2009 collabora con il programma Rai Mattino Cinque. Nello stesso anno, diviene condirettore assieme a Vittorio Feltri de Il Giornale. Dal 2010 assume per lo stesso giornale il ruolo di direttore responsabile, mentre a Feltri viene attribuita la direzione editoriale.

Sallusti è un assiduo frequentatore della televisione. Ha partecipato come ospite fisso e opinionista alle trasmissioni Otto e mezzo, Dimartedì e Non è l’Arena su LA7; Quarta Repubblica su Rete 4 e Porta a Porta su Rai 1.

Per sua ammissione, i modelli professionali cui si è ispirato nell’arco della carriera sono stati Gianpaolo Pansa, Marco Nozza, Enzo Biagi e Indro Montanelli. mentre da Vittorio Feltri, al quale lo lega una grande amicizia: «ho ricevuto un insegnamento da gran maestro qual è, che mi ha migliorato e perfezionato nel mestiere».

Si ricorda che l’ingresso per tutti gli eventi numanesi è gratuito e i posti non sono prenotabili. Si consiglia l’arrivo in Piazza del Santuario a partire dalle 20.45 per permettere agli operatori di espletare tutti gli adempimenti e le procedure previste anti Covid-19.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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