Numana – Gli eventi di Natale

Tradizione, mercatini, animazioni per bimbi e presepe vivente

Numana – Come ogni anno, la stretta collaborazione tra Amministrazione comunale e associazioni di volontariato, in primis la Pro loco Humana picena, la Humana Volontari, l’associazione Presepe vivente e la parrocchia Cristo Re, ha generato un calendario eventi natalizi di prim’ordine.

Si inizia giovedì 7 dicembre alle 18.30 in Piazza del Santuario, dove si terrà la cerimonia dell’accensione dell’albero di Natale, accompagnata dai cori natalizi degli alunni della scuola d’infanzia “Osimani”.

Da quel giorno in avanti, numerosissimi saranno gli eventi in calendario, ne riassumiamo i più significativi:

MERCATINI NATALIZI  allieteranno Piazza del Santuario fin dalla mattina dell’8, 10, 17 dicembre;

NATALE IN PIAZZA con animazioni e giochi per bambini dalle 15.30 dei giorni 10, 17, 30 dicembre;

CONCERTO DI NATALE AVIS/AIDO della corale A.Grilli di Sirolo, sabato 16 dicembre alle 18.45 nella Chiesa di Cristo Re;

Numana – La realistica natività del presepe vivente (foto d’archivio)

NOTE DI NATALE SOTTO L’ALBERO della corale “Cristo Re” di Numana, domenica 17 dicembre alle 18.45 in Piazza del Santuario;

SPETTACOLO DI NATALE ALUNNI SCUOLE PRIMARIE al Cinema Teatro Italia, giovedì 14 dicembre per la “A. Elia”; venerdì 22 dicembre per le “G.Rodari”;

PRESEPE VIVENTE nei giardini di Piazza Nuova, apertura la notte di Natale dopo la Santa Messa delle 24.00 e poi rappresentazioni il 26 – 30 dicembre e l’1 e 6 gennaio dalle 17 alle 20;

I RACCONTI DELLA MEMORIA in Biblioteca comunale con proiezione e racconti della Numana che fu, venerdì 5 gennaio alle 21.30.

Chiuderà le festività, come da tradizione, la Befana dei bambini il 6 gennaio alle 15 presso il Cinema teatro Italia.

 

redazionale

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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