Numana Eventi, il 6/8 Marta e Gianluca in Strapazzami di coccole

Venerdì 5 agosto PerformArt tutta dedicata ai più piccoli in Piazza del Santuario

Numana, 3 agosto 2022 – Continuano a Numana senza soluzione di continuità gli eventi gratuiti a disposizione di turisti e residenti nonostante la canicola agostana. Due quelli in evidenza in questo fine settimana.

Venerdì  5 agosto torna l’appuntamento con PerformArt, rassegna di arte di strada e nuovo circo a cura dell’Associazione WhatsArt, questa settimana totalmente dedicata ai più piccoli con lo spettacolo Geppone e il vento tramontana, show di marionette del Teatrino Pellidò in Piazza del Santuario. Sono previste due repliche, alle ore 21.00 e alle 22.15.

Il duo comico Marta e Gianluca

Sabato 6 agosto ci si sposta in Piazza Miramare nella frazione Marcelli dove alle 21.30, per la rassegna Smile Numana, si esibirà il duo comico Marta e Gianluca nello spettacolo: Strapazzami di coccole.

Marta Zoboli e Gianluca De Angelis, tra i comici più applauditi di Zelig, sono famosi per aver rappresentato lo speed date, gli appuntamenti di pochi minuti per fare nuove amicizie, tematica che li ha resi amatissimi a tutto il pubblico. In questo spettacolo numanese, Marta e Gianluca cercano di capire: cos’è, com’è e perché l’amore?

Sarà una ricerca difficile che partirà dall’Eden di Adamo ed Eva fino ad arrivare alla televisione di Nives e Fuffy, dove Marta condurrà un quiz sulla difficile psicologia femminile e Gianluca sarà l’unico esperto concorrente.

Marta e Gianluca porteranno l’esplorazione amorosa dentro di loro e si misureranno in un fitto carteggio che avrà il pubblico come testimone, e in cui si confesseranno l’inconfessabile. Si chiederanno quando e perché ci si innamora e forse alla fine ci daranno una risposta…

L’ingresso allo spettacolo è gratuito.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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