Numana – Al via la Piazzetta dei Sapori – Campagna amica

Ogni lunedì, fra luglio e agosto, 17 produttori marchigiani promuoveranno le loro specialità alimentari

Numana – Dalle ore 18.30 del prossimo lunedì 3 luglio, presso la Piazzetta del Cavalluccio Marino, posta nella parte retrostante del Palazzo Comunale di Numana, si svolgerà l’inaugurazione della serie di eventi “La piazzetta dei sapori”, organizzati in collaborazione con la Coldiretti Ancona e con la fondazione Agrimercato – Campagna  Amica.

Numana – Per due mesi in città si promuoveranno i prodotti agricoli marchigiani

Per tutti i lunedì di luglio ed agosto (escluso lunedì 14), la Piazzetta del Cavalluccio si trasformerà nella “Piazzetta dei Sapori”: ben 17 produttori marchigiani, tra cui numerosi provenienti dalle zone terremotate, presenteranno i loro prodotti solidali, specialità alimentari e non (miele, olii, formaggi, salumi, frutta e verdura, essenze cosmetiche, ecc), ritrovandosi sotto le insegne gialle della Coldiretti – Campagna amica, per offrire a turisti e residenti i loro prodotti ad altissimo livello qualitativo, oltre che a “km0”.

Si vuole sottolineare come questa iniziativa non sia un mero “mercatino all’aperto” ma una esposizione ragionata di specialità originali, nel solco della tradizione agricola dell’entroterra marchigiano così duramente colpito dagli eventi sismici: si va dagli ortaggi del passato alle specialità gluten free come la birra o le gallette alla Quinoa, fino al miele antinfiammatorio. Ma non mancheranno prodotti innovativi come gli antiparassitari per animali alla lavanda.

Questa iniziativa va ad aggiungersi a quella di Marcelli di Numana, attiva tutti i venerdì dalle ore 18.30 alle 23.30 in piazza Miramare, ed alla rete di Campagna Amica che nelle Marche conta quasi quattrocento punti. Il marchio Campagna Amica identifica le aziende che vendono esclusivamente prodotti agricoli, nel rispetto di determinati parametri di qualità e sicurezza, con controlli effettuati da un ente di certificazione.

In un momento in cui le attività agricole ed artigianali del nostro territorio soffrono ancora i dolorosi strascichi degli eventi sismici dell’autunno scorso, questo segnale concreto dell’Amministrazione di Numana è un segnale concreto di appoggio alla categoria.

Le aziende partecipanti

Un modo per rilanciare la filiera commerciale e l’immagine dei prodotti marchigiani; un traino rivolto ai turisti per attrarli fino alle località di origine dei prodotti. Un’opportunità per far “rialzare la testa” ad un comparto che non è secondo a nessuno in Italia e nel mondo.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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