Art Festival apre l’estate numanese 2022

Sabato 25 giugno la rassegna d’arte contemporanea fa tappa a Numana per poi proseguire a Recanati e Porto Recanati

Numana, 20 giugno 2022 – Parte sabato 25 giugno da Numana, Art Festival 2022, il festival nato per promuovere l’arte contemporanea, nella ferma convinzione che l’Arte sia un potente strumento per migliorare il quotidiano degli uomini.

Il format, ideato nel 2016 dall’associazione Whats Art, per il 2022 triplica i suoi appuntamenti, facendo tappa su tre città, Numana, Recanati e Porto Recanati, con l’obiettivo di creare forti legami tra i territori, proprio attraverso il medium dell’Arte, nella sua versione performativa, dal vivo.

Alessandro Macchiaiolo, in arte Alesticks

Per la serata di Numana, in programma dalle ore 19.00 alle 24.00 di sabato 25 giugno su punti strategici di tutto il centro storico, prevista un’ampia offerta di spettacoli dal vivo. Ci sarà il Laboratorio-Spettacolo di Flowersticks a cura di Alessandro Macchiaiolo, in arte Alesticks, l’“artigiano giocoliere” che si diletta a far divertire il pubblico con le sue creazioni.

Da Roma Alessandro De Luca, con il suo Show, si dice pronto ad offrire al pubblico uno spettacolo di circo, con acrobazie al palo cinese e giocoleria, ad alto impatto emotivo!

Coinvolgente, esilarante e saponoso il Katastrofa Show, con un nome che è tutto un programma, del toscano Andrea Fedi, in arte Katastrofa clown, che compirà ogni peripezia per conquistare la ragazza dei desideri.

Gabriela Inés Corbo

Gabriela Inés Corbo, in arte Gaby Corbo nata in Argentina, attrice, acrobata, clown e insegnante di circo-teatro, proporrà il suo TAN-GO, uno spettacolo di puro circo che ruota intorno all’atmosfera del tango, con il suo sapore e la sua sensualità.

Per la musica, il racconto e i suoni di RadioVentura, a cura di Mattia Buonaventura De Minicis, musicante, polistrumentista, a sua volta organizzatore di concerti per divulgare buona musica, inedita.

Per la sezione teatro, la ventennale esperienza della Compagnia Teatro Rebis porterà in scena Animalìe, frammenti e divagazioni a partire dal ‘Manuale di zoologia fantastica’ di Jorge Luis Borges. L’ensemble è composto da: Mattia Borraccetti (contrabbasso), Walter Pignotti (chitarra elettrica/electronics), Francesco Savoretti (percussioni mediteranee/electronics), Meri Bracalente (voce recitante), Andrea Fazzini (regia). Ingresso gratuito.

Tutte le date di Art Festival 2022:

  • 25 giugno – Numana – centro storico
  • l’8-9-10 luglio – Recanati – centro storico
  • Il 23-24 luglio – Porto Recanati – parco Europa

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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