A Numana l’albero si accenderà con l’atteso Villaggio di Natale

La cerimonia sabato 7 dicembre in Piazza del Santuario alle 17.30. Il ricco programma degli eventi natalizi

Numana, 5 dicembre 2019 – Appuntamento sabato 7 dicembre, ore 17:30, in Piazza del Santuario a Numana per l’emozionante e misteriosa accensione del Villaggio di Natale. Una sorta di contenitore che ospiterà tantissimi protagonisti come renne, gnomi, orsi, pinguini e tanti altri personaggi del bosco che faranno divertire bambini e adulti.

La novità sarà che la tradizionale accensione dell’Albero di Natale, quest’anno, a Numana sarà inglobata in un tutt’uno con l’accensione del Villaggio di Natale che ne conterrà più d’uno insieme a tutto il resto.

Al termine dell’attesa cerimonia, seguiranno due spettacoli: il flash mob del Liz Ballet di Camerano e il video mapping, uno show di luci sulla facciata del Palazzo comunale. Non mancherà il consueto mercatino natalizio che sarà in Piazza già dalle 10 di sabato mattina. Da visitare anche il presepe all’interno della Chiesa Cristo Re.

Numana – La statua dei pescatori addobbata con il cappello di Babbo Natale (foto Roberto Breccia)

I bambini, protagonisti di queste feste, avranno la possibilità di partecipare ai tanti laboratori organizzati presso la Biblioteca comunale a partire già dalle ore 17:00 di sabato. 7.

Qui sotto Il programma di tutti gli appuntamenti che dal 7 dicembre contribuiranno a trasformare Numana in un grande Villaggio di Natale a cielo aperto.

 

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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