Torna il “Mercato della Terra” Slow Food di Civitanova Marche

Un progetto in sinergia con il Banco Marchigiano, all’insegna della territorialità, sostenibilità, qualità e bontà a km 0. Appuntamento sabato 2 marzo presso il Lido Cluana

Civitanova Marche, 1 marzo 2019 – Sabato 2 marzo il Lido Cluana di Civitanova Marche tornerà ad ospitare il Mercato della Terra Slow Food. Non un mercato qualunque, ma una rete di piccoli produttori locali che realizzano eccellenze enogastronomiche coerenti con i principi dello stesso Slow Food: buono, pulito e giusto.

Un’iniziativa organizzata dalla Condotta Slow Food di Civitanova Marche in collaborazione con il Banco Marchigiano e la Cooperativa Tarassaco, con il patrocinio del Comune di Civitanova Marche. Nella mattinata, a partire dalle 9, il Mercato della Terra sarà un luogo dove incontrarsi, conoscersi e gustare tante bontà.

Civitanova Marche – L’ingresso al Mercato della Terra Slow Food

Di seguito, alcune eccellenze enogastronomiche e piccoli produttori locali che saranno presenti: Pecorino dei Monti Sibillini Presidio Slow Food, Associazione Anice verde di Castignano Presidio Slow Food, Francesco Fortuni Legumi, Cooperativa di comunità dei Sibillini, Laura Maroni Confetture, Perfero Caffè, Birrificio le Fate, Azienda Agrobiologica Foglini Amurri, Pietro Quercia panificio pasticceria Montecosaro scalo, Andrea Massi Force Pasta, La Bona Usanza Scarl, Apicoltura Di Pietro, Lu Conde, Biocontadino, Zafferano Matelis, Cooperativa Fiastra Leonardo Roselli e Associazione dei produttori di Coroncina, Azienda agricola Geminiani, Acciughe Euromar,  IMT – Istituto Marchigiano di Tutela Vini.

Il Mercato della Terra tornerà nei prossimi mesi, ogni primo sabato del mese. I produttori interessati a partecipare possono scrivere a slowfoodcivitanova@gmail.com oppure telefonare al 346 1092580.

Civitanova Marche – Inaugurazione del Mercato della Terra 2018 (foto d’archivio)

Un progetto di qualità e dalla grande valenza anche sociale – dice il dg del Banco Marchigiano Marco Moreschi, riferendosi alla nutrita presenza di produttori delle aree terremotate –  di cui siamo partner fin dal suo primo concepimento e che intende non solo promuovere il territorio ma rilanciarlo fattivamente e concretamente”.

Ultima curiosità: al termine di ogni appuntamento mensile con il Mercato della Terra, verrà organizzato un pranzo aperto a tutti presso un ristorante del territorio che si impegnerà a studiare e preparare un menù esclusivo con prodotti del territorio provenienti dal mercato stesso. Sabato 2 marzo il pranzo è fissato presso la Locanda dei Matteri, Bivio Cascinare, Sant’Elpidio a Mare. È possibile iscriversi telefonando direttamente al ristorante, scrivendo a slowfoodcivitanova@gmail.com, oppure telefonando al 346 1092580.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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