Presentata a Civitanova Marche GustaPorto 2022

Il 14 e 15 maggio una vera propria “piazza a mare” accoglierà nell’area portuale turisti, curiosi e gourmet

Civitanova Marche, 10 maggio 2022 – «La manifestazione GustaPorto, giunta alla sua quinta edizione – ha spiegato Angelo Serri, direttore di Tipicità – dopo due anni torna completamente in presenza ed inaugura il Grand Tour delle Marche 2022, il consolidato circuito di eventi promosso dall’organizzazione di Tipicità, con Anci Marche, la collaborazione della Regione Marche ed una grande squadra di partner. Onde, impronte ed energie è il “mood” di questa edizione, che vuole esplorare i nuovi equilibri del rapporto uomo-mare, a cominciare dall’Agorà che sabato mattina 14 maggio vedrà protagonisti, al Mercato Ittico, autorevoli interlocutori coordinati da Gioacchino Bonsignore, caporedattore del TG 5».

Civitanova Marche – La presentazione della quinta edizione di GustaPorto

Il sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica, ha sottolineato che «in cinque anni GustaPorto è diventato un evento sempre più inclusivo. Pesca, turismo, ristorazione, cultura, tanti mondi diversi che collaborano per valorizzare la nostra città ed il territorio. GustaPorto è anche un momento per approfondire temi importanti, come le microplastiche, e per valorizzare la nuova configurazione del porto ed i servizi aggiuntivi che si stanno approntando, come l’ex cantiere che l’Amministrazione ha recentemente riqualificato. Ed oggi annunciamo con orgoglio anche la diciannovesima bandiera blu per Civitanova Marche, della quale ho appena avuto notizia!».

Ylenia Ritucci, Comandante della Capitaneria di Porto, ha evidenziato che «il porto intelligente, tema di quest’anno di GustaPorto, significa anche ridurre al minimo gli impatti negativi, come ha dimostrato Civitanova. Un porto intelligente è quello che riesce a far condividere tante attività e che diviene luogo di ritrovo della popolazione, come GustaPorto dimostra».

Gli appuntamenti di GustaPorto

Istantanee della passata edizione di GustaPorto (foto di Luigi Gasparroni)

Nel pomeriggio di sabato 14 maggio, alle 17:00, al centro dell’attenzione il museo di arte urbana “Vedo a Colori”, curato da Giulio Vesprini che presenta il nuovo virtual tour della città tra le opere di “street art” ed inaugura l’ennesima opera di un ciclo che, in dodici anni di attività, ha portato il porto di Civitanova Marche ad essere uno dei “più colorati” d’Italia.

Sabato e domenica, a partire dalle ore 17:00, la “piazza a mare” di Civitanova Marche si anima con il “Port Food”, assaggi di mare “gourmet” proposti, a bordo della cucina mobile “Venere Nera”, da Andrea De Carolis di Sandwich Time, Caterina Marchetti di BAC Cresceria, Paolo Paniccia della nuova gestione Club Vela Osteria, Alessandra Scarpetta e Simone Scipioni di Raphael Beach, Barbara Settembri per l’Accademia di Tipicità. Prelibatezze che saranno accompagnate da vini locali e birre artigianali, con la collaborazione di Marchigianamente.

Civitanova Marche – GustaPorto (foto di Luigi Gasparroni)

Nei moletti, simbolico spazio di congiunzione tra mare e terra, si susseguiranno performance di artisti nazionali e locali che interpreteranno il rapporto uomo-mare in inconsuete rappresentazioni: le percussioni da riciclo di Dom Urban Drummer, fisicità e benessere con Getfly Giumrope, “onde” sonore tra recitazione e musica con la scuola comunale di recitazione.

L’uomo ed il mare è anche il titolo della mostra fotografica proposta da Mario Barboni, pescatore fotografo che ben interpreta il senso della manifestazione.

Allo Scalalaggio Anconetani, nell’area portuale dei cantieri, il fine settimana si vivacizza con “nuova sostenibilità” grazie all’associazione Moto Ondoso, tra laboratori di abbigliamento da riciclo, arte del mosaico e performance musicali di Giovanni Neve e Sofia Tornambene.

Da sabato 14 fino a domenica 22 maggio “Occhio a li furbi!” è l’indicazione da seguire per assaggiare nei locali aderenti le diverse versioni de “lu pulentò co’ li furbi, l’abbiti e le patate”, il piatto tipico ed esclusivo di Civitanova Marche mentre, nello stesso periodo, il circuito di strutture ricettive “GustaPorto week” propone speciali soluzioni di soggiorno.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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