Pesaro Film Festival. Il programma di mercoledì 22 giugno

Corti in mostra, Emergency, omaggio all'animazione di Aardman e il muro del suono

Pesaro, 21 giugno 2022 – Mercoledì 22 giugno inaugura presso il Teatro Sperimentale la sezione Corti in Mostra della 58esima edizione del Pesaro Film Festival, con ben 28 progetti, tutti italiani, che verranno proiettati a partire dalle ore 15.30. Parallelamente ai corti, continua, in sala Pasolini alla presenza della regista e dei curatori Rinaldo Censi e Federico Rossin, il focus su Anna Marziano con le proiezioni di Mainstream (Francia/Italia, 2009), De la mutabilité de toute chose et de la possibilité d’en changer certaines (Francia/Italia, 2011) e, infine, Variazioni Ordinarie (Italia/Francia, 2012).

Le proiezioni della giornata dedicate al concorso ufficiale al Teatro Sperimentale saranno (Italia, 2022) di Ignazio Fabio Mazzola, presente in sala, Alizava (Lituania, 2021) di Andrius Žemaitis, con un incontro online con il regista e alle 18.00 con All of our heartbeats are connected through exploding stars (Svezia, 2022) di Jennifer Rainsford, ospite della Mostra.

Matt Crockett, di Aadman Animations

Il pomeriggio del festival si anima per grandi e piccini con la caccia al tesoro Tra cinema e città, laboratorio del Pesaro Film Festival Circus a cura di Andrea Fugaro in collaborazione con la Libreria Le Foglie d’Oro. Alle 18.00, presso la Pescheria, l’imperdibile omaggio alla casa di produzione inglese Aardman Animations, famosa in tutto il mondo per le sue animazioni in plastilina. Si parte con Aardman Animations best show (Inghilterra, 2009-2018) di AA.VV. MORPH con diversi episodi, Shaun the sheep (Inghilterra, 2007) di Christopher Sadler, The Fly (Inghilterra, 2018) di Alan Short, Creature Comforts (Inghilterra, 1989) di Nick Park, diversi episodi di Timmy Tome (Inghilterra, 2009) e Shaun farmes Llamas (Inghilterra, 2015) di Jay Grace, tutti in lingua originale con oversound recitato dall’attore Andrea Fugaro e presentati dalla curatrice Giulietta Fara.

Per la retrospettiva dedicata a Mario Martone, saranno proiettati a partire dalle 21.00 presso la Sala Pasolini del Teatro Sperimentale, Pastorale cilentana (Italia, 2015) e, a seguire, Il sindaco del rione sanità (Italia, 2019).

The dark side of Noon

Grande attesa per il programma della serata: per il Cinema in Piazza, a partire dalle 21.30, dopo il videoclip Amam Ancora di Nzira diretto da Bianca Peruzzi, vedrà protagonista la proiezione speciale a cura di Emergency – The Dark side of Noon (Italia, 2022), uno spaccato della durissima condizione della sanità pubblica italiana.

Ospiti della Mostra i registi Federico Greco e Mirko Melchiorre, e Michela Greco per Emergency – charity partner del festival. A seguire, l’attenzione della Mostra alla situazione geo politica attuale si concretizzerà con la proiezione dell’episodio di Odessa de Il mio cuore è vuoto come uno specchio (Italia/Ucraina, 2021), diretto da Lorenzo Quagliozzi ospite della Mostra. Per chiudere la ricchissima serata in piazza, un’anteprima nazionale: Incredible but true (Francia, 2022), diretto da Quentin Dupieux, regista francese eclettico e in forte ascesa.

Alle 21.30, per la rassegna La Vela incantata – cinema in spiaggia, ci sarà la proiezione de La Rimpatriata (Italia/Francia, 1963) di Damiano Damiani.

Alle ore 00.00 presso il cortile di Palazzo Gradari inaugura Il Muro del Suono, la rassegna curata da Anthony Ettorre e Vittorio Ondedei che fa dell’accostamento immagini, suono e parole il suo cuore pulsante. Si parte al ritmo di Carlos Casas e del suo Kamana, live Set & Visual.

L’elenco completo dei Corti in Mostra:

  • STRANGE HOME – Greater Than Eight (Italia, 2021) di Guscio di Noce, Erica Castiglioni
  • PER UNA CAREZZA (Italia, 2021) di Andrea Bonetti
  • FUMO (Italia, 2021) di Giacomo Incannella
  • OMO VALLEY TRIBES (Italia, 2021) di Isabella Bignardi
  • MYOPIA (Italia, 2021) di Serenella Vezzi
  • ISOLAMENTO (Italia, 2021) di Alice Bonora
  • EN CYCLE PEDIA (Italia, 2021) di Giulia Casali
  • LA TERRA DELLE ROSE ALTEE (Italia, 2021) di Cecilia Cairo
  • ALDO (Italia, 2021) di Sara Priorelli, Maria Zilli
  • INTERVISTE DALLA FINE DEL MONDO (Italia, 2021) di Adina Enache, Oscar Renni
  • IL CANTO DEL PENSIERO ERRANTE (Italia, 2020) di Silvia De Gennaro
  • CINEMATIC (Italia, 2021) di Donato Sansone
  • ANYTHING WILL HAPPEN (Italia, 2021) di Donato Sansone
  • LA MANIGUA (Italia, 2021) di Donato Sansone
  • CREATIVITY 30 (Italia, 2021) di Donato Sansone
  • TWIST INTO ANY SHAPE – C’mon Tigre (Italia, 2022) di Donato Sansone
  • SOLACE IN STRUCTURE (Italia, 2022) di Donato Sansone
  • FANTASMA (Italia, 2022) di Donato Sansone
  • MAESTRALE (Italia, 2021) di Nico Bonomolo
  • ZAGUATE (Italia, 2021) di Elisa Turrin
  • WORK IT (Italia, 2022) di Claudia Bumbica
  • INSID(I)E (Italia, 2022) di Daniela Valentini
  • UNO ALLA VOLTA (Italia, 2022) di Irene Profeta
  • ROSSO E GIALLO (Italia, 2021) di Aziz Sydygaliev
  • HYPOXIA (Italia, 2021) di Chiara Cicchetti
  • AGORAFOBIA (Italia, 2021) di Francesca Fantoni
  • DOVE IL SASSO CADRÁ (Italia, 2022) di Beatrice Pucci
  • MOTHER (Italia, 2021) di Benedetta Sani

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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