Pesaro Film Festival il programma di giovedì 23 giugno

Antonio Capuano e Tommaso Ragno, omaggio a Mario lodi, Claudia Muratori

Pesaro, 22 giugno 2022 – Il Matinée presso il Centro Arti Visive Pescheria apre la giornata di giovedì 23 giugno con la presentazione dell’installazione – visibile tutta la settimana presso la Chiesa di S. Ubaldo – Messa a fuoco di Cristiano Carloni e Stefano Franceschetti alla presenza degli autori.

da Messa a fuoco

A seguire, in programma la tavola rotonda CNA Cinema e Audiovisivo Marche in collaborazione con la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro a cui prenderanno parte Ivan Antognozzi, Pedro Armocida, Elena Casaccia, Gianluca Curti, Francesco Gesualdi, Ivan Olgiati, Mario Perchiazzi, Henry Secchiaroli, Claudio Salvi, Francesco Verducci, Daniele Vimini.

Giovedì 23 giugno la sezione Corti in Mostra dedica il suo focus a Claudia Muratori, disegnatrice e autrice di corti di animazione d’autore che, insieme al curatore Pierpaolo Loffreda, dialogherà con il pubblico del festival.  

Il Pesaro Film Festival Circus continua a mietere successi tra i più piccoli e arricchisce il programma di giovedì con la proiezione di Little Vampire (Francia/Belgio, 2020) di Joann Sfar e distribuito da Lucky Red – sempre in lingua originale con oversound – e con la prima parte del laboratorio Animascopio a cura di Claudia Muratori.

Little Vampire

Giovedì è il giorno che la Mostra dedica a Mario Lodi. In onore del centenario della nascita del grande pedagogista, verranno proiettate, a partire dalle 16.00 al Teatro Sperimentale, Partire dal bambino (Italia, 1979) di Vittorio De Seta, tratto dalla serie “Quando la scuola cambia” e Fuori dal recinto (Italia, 2022) di Pamela Giorgi.

Prosegue il concorso Pesaro Nuovo Cinema con France (Grecia/Italia/Usa, 2022) alle 17.30, alla presenza dei registi Philip Cartelli e Mariangela Ciccarello; a seguire Interspecies architecture (Perù/Taiwan/Spagna, 2021) di Mauricio Freyre, ospite in sala come anche Fabrizio Bellomo con Natura Morta (Italia, 2022).

La retrospettiva di Martone vede la proiezione del pluripremiato. Qui rido io (Italia/Spagna, 2021) al Teatro Sperimentale alle ore 21 con protagonista Tony Servillo.

Le lezioni di storia a cura di Federico Rossin presso il Teatro Sperimentale giungono al loro terzo appuntamento, alle 15.30, con “bricolage” per un’estetica del terzo mondo con la proiezione di Why is yellow the middle of the raimbow? (Filippine, 1994) di Kidlat Tahimik

Kidlat Tahimik

Per la prima volta nella storia del festival, il Cinema Solaris ospita una proiezione speciale, in collaborazione con Associazione Nazionale Autori Cinematografici (Anac) alle ore 18.00: L’onda lunga (Italia, 2022) di Francesco Ranieri Martinotti, ospite in sala, un documentario che racconta i 70 anni che hanno visto l’Associazione Nazionale Autori Cinematografici combattere per le politiche sul cinema, per l’impegno civile e anche per la cultura del nostro Paese.

Dalle 21.30 inizia la ricchissima serata pesarese con Maliziusella (Un tourment d’amour) – Dalal Suleiman, Moni Ovadia, Canio Loguercio, videoclip diretto da Alessandro Scippa, e la proiezione speciale di Il buco in testa (Italia, 2020) di Antonio Capuano, David Speciale 2022, grande ospite del festival insieme all’attore appena reduce dalla vittoria ai Nastri D’argento Tommaso Ragno, a Pesaro anche nelle vesti di giurato.

Il grande schermo sotto le stelle de La Vela incantata proietterà alle 21:30 Giovani Mariti (Italia/Francia, 1958) di Mauro Bolognini.

Imperdibile il secondo appuntamento con il Muro del Suono che, allo scoccare della mezzanotte, nel cortile di Palazzo Gradari, vedrà protagonista l’improvisation performance Live & Visuals System hardware abnormal e Lord Henzo – Hommage à Augusto Tretti.

Claudia Muratori

L’elenco completo dei Corti in Mostra di Claudia Muratori:

POTENTIAE (Italia, 1994/96)

ROUGE (Italia,1998)

SOSPESA (Italia, 1998)

LATITUDE (Italia, 2001-2014)

PLUSOUMOINS (Italia, 2015)

ALLEGRIA DI NAUFRAGI (Italia, 2015)

SHADOWGRAM (Italia, 2016)

GLITCH (Italia, 2016)

INTERSTELLAR (Italia, 2019)

ANDANTE MODERATO (Italia, 2020)

UN SALUTO! (Italia, 2020)

IL TEMPO (Italia, 2020)

LA CITTÀ INCANTATA (Italia, 2021)

DOTS PER INCH (Italia, 2021)

CURAMI (Italia, 2021)

CHIARO DI LUNA (Italia, 2021)

MI TOGLI GLI OCCHI (Italia, 2022)

SE NON AVESSI QUESTO CORPO NON SO COME SAREI (Italia, 2022)

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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