Pesaro Film Festival – il programma di domenica 19 giugno

Abel Ferrara, il Premio Eleanor sulla disabilità, il cinema in spiaggia e molto altro

Pesaro, 18 giugno 2022 – Dopo la serata di apertura con la proiezione di E.T. l’extra-terrestre di Steven Spielberg in Piazza del Popolo – con il patrocinio della Fondazione Carlo Rambaldi e la collaborazione di Universal Pictures Home Entertainment – si entra nel vivo della cinquantottesima edizione della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema con il programma di domenica 19 giugno.

Una scena di E. T. l’extra-terrestre 

Si parte alle 15.00 presso il Teatro Sperimentale con le proiezioni speciali Società e Teatro per il Premio Eleanor Worthington dedicato alla tema della disabilità, alla presenza dell’art director dell’Apew—Odv Nunzia Invernizzi e di Riccardo Bernini, insieme ai video realizzati dagli studi del Liceo Artistico Mengaroni di Pesaro, creati per la giornata della consapevolezza sull’Autismo.

Si inizia con La mia giornata, con l’intervento della Garante persone con disabilità Comune di Pesaro, per proseguire con L’ultima festa con due grandi attrici Dora Romano (La dea fortunaL’amica geniale) e Luisa De Santis (La stanza del figlioL’amico di famiglia)alla presenza del regista Matteo DamianiIl viaggio del viaggio, alla presenza di Paola Galassi e Giampiero Solari, tratto dalla pièce teatrale marchigiana, diretto da Davide LommaPazzi di teatro di Giovanni Lani con Carlo Simoni, tra i protagonisti della scena teatrale italiana di questo e dello scorso secolo.

Martone, backstage di Capri Revolution

Per la retrospettiva dedicata a Martone sono in programma le proiezioni al Teatro Sperimentale dalle 21.00 de L’amore molesto e, a seguire, di Capri Revolution.

Inaugura la nuova sezione Vedomusica – Videoclip italiani, dedicata al vitalissimo e contemporaneo mondo del videoclip musicale, Bagno a Mezzanotte, diretto da The Morelli Brothers con Elodie, che sarà proiettato in Piazza alle 21.30.

Ospite d’onore della giornata di domenica 19 giugno sarà il regista Abel Ferrara che in Piazza del Popolo, alle 21.40, presenterà agli spettatori il suo film Pasolini, tra gli omaggi che la cinquantottesima edizione della Mostra dedica ai 100 anni della nascita dell’intellettuale che più ha contribuito, nelle prime tre edizioni del festival, a renderlo un evento di prestigio internazionale.

La nuova sezione La Vela incantata – cinema in spiaggia, presso i Bagni Agata, organizzata con la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale con le pellicole che hanno fatto la storia del cinema nel preziosissimo formato in 35mm, vedrà protagonista, alle 21.30, La cuccagna, film diretto da Luciano Salce nel 1962.

Carloni e Franceschetti

Inoltre, dalle 18.30 alle 20.00 di domenica presso la chiesa di Sant’Ubaldo, sarà possibile vedere Messa a fuoco, un’installazione degli artisti Carloni e Franceschetti che rievoca in maniera allegorica la poesia Profezia di Pier Paolo Pasolini, scritta a forma di croce e contenuta nel libro Poesia in forma di rosa. Messa a fuoco fa parte del ciclo di opere Esso: Shadows Oozing Gold, sostenuto da Ica (Zagabria), Trieste Contemporanea (Trieste), Har (Parigi), Fondazione Pesaro Nuovo Cinema onlus (Pesaro), Iuav (Venezia), Usmaradio (RSM), Adriatico Book Club (Venezia), Gasparelli Arte Contemporanea (Fano).

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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