Parco Zoo Falconara, al via la stagione degli eventi

Attività didattiche, laboratori e momenti di approfondimento: il ricco calendario di iniziative animerà la struttura fino al termine dell’estate. Tornano nel weekend le domeniche a tema

Falconara, 6 aprile 2019 – Attività didattiche incentrate sulla tutela degli animali e dell’ambiente, laboratori, giornate a tema e percorsi guidati dietro le quinte dei reparti. Sono le principali iniziative, dedicate a grandi e piccini, che animeranno il Parco Zoo Falconara fino a fine estate.

La stagione del giardino zoologico marchigiano entra nel vivo con un ricco calendario di appuntamenti per offrire ai visitatori una giornata diversa da trascorrere in famiglia, contribuendo, al contempo, a sensibilizzare il pubblico sull’importanza della salvaguardia della biodiversità.

Falconara – Uno scorcio del Parco Zoo

In questo contesto si inseriscono le domeniche a tema che tornano, con cadenza settimanale, da questo weekend.

Si parte domenica 7 aprile con una speciale caccia al tesoro organizzata per coinvolgere le famiglie nel contrasto al bracconaggio. L’iniziativa avrà inizio alle 14. I partecipanti, riuniti in squadre, dovranno cercare gli indizi sparsi in giro per il parco e risolvere gli indovinelli che li porteranno a stanare il bracconiere. A vestire i panni del cacciatore di frodo sarà una biologa dello staff didattico – scientifico che, al termine del gioco, affronterà con i concorrenti la delicata tematica per aiutarli, in modo divertente ed innovativo, a scoprire cos’è il bracconaggio e a capire come si sconfigge.

Falconara – Uno dei due esemplari di Okapi ospiti al Parco Zoo

Domenica 14 aprile i riflettori saranno puntati sull’inaugurazione dell’area dedicata alle foreste, caratterizzata da pannelli e percorsi guidati e realizzata con l’obiettivo di sensibilizzare ulteriormente i visitatori ad una maggiore responsabilità ed attenzione verso le questioni ambientali.

Domenica 21 aprile si parlerà di uova. Per festeggiare la Pasqua, il Parco Zoo Falconara proporrà un divertente pomeriggio dedicato alla scoperta delle varie tipologia di uova deposte dalle diverse specie animali.

Domenica 28 aprile, infine, andrà in scena una simpatica intervista alla testuggine, con una biologa travestita da tartaruga che terrà una giocosa lezione di approfondimento sul longevo e tenace animale.

Da questo weekend tutte le domeniche, di pomeriggio, sarà aperto l’Angolo Casa Natura, area interna al parco dedicata ai più piccoli, che potranno divertirsi con il truccabimbi e trovare risposta alle tante curiosità sul mondo degli animali attraverso l’osservazione di numerosi reperti.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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