“M’è dolce”: domani a Recanati l’appuntamento più atteso

Alle 16.30 si aprono al pubblico le porte di Villa Anton per l’evento gratuito di AMPI. Iginio Massari e Gino Fabbri tra le stelle della pasticceria che accoglieranno gli ospiti con 70 postazioni del gusto e oltre 2000 monoporzioni da assaggiare

Recanati, 16 ottobre 2017 – Le Marche sono pronte a trasformarsi nella terra della dolcezza. Sono già arrivati a Recanati i 70 Accademici AMPI – l’Accademia Maestri Pasticceri Italiani fondata da Iginio Massari, pasticcere protagonista di programmi tv e vincitore, dal 1964, di oltre 300 concorsi, premi e riconoscimenti nazionali e internazionali – che domani, martedì 17 ottobre, alle 16.30, trasformeranno la sfarzosa atmosfera di Villa Anton in un museo della bellezza e della delizia.

Iginio Massari

M’è dolce” – questo il titolo dell’esposizione e dell’intero pomeriggio – è il momento conclusivo del XXIII Simposio Pubblico dell’AMPI, kermesse itinerante che ogni anno coinvolge gli Accademici in una tre giorni di confronti, presentazioni e degustazioni. Dopo l’arrivo a Recanati nella tarda serata di ieri, il gruppo sarà oggi impegnato nelle visite ai laboratori degli Accademici locali per poi terminare la giornata con una cena al ristorante “Uliassi” di Senigallia, dove lo chef stellato Mauro Uliassi proporrà le sue eleganti creazioni.

L’allestimento del Simposio dei pasticceri

Dopo altre esplorazioni, dalla tarda mattinata di domani i Maestri Pasticceri saranno di nuovo a Recanati per allestire i 70 “tavoli di presentazione” che riempiranno di cioccolato, zucchero e pastigliaggio, lo spazio di Villa Anton, creando una coloratissima scenografia. Alle 16.30 l’apertura al pubblico (ingresso gratuito).

Gino Fabbri valuta le monoporzioni

In ogni tavolo i visitatori troveranno la creazione – e l’Accademico che l’ha realizzata – ispirata ai grandi artisti marchigiani Raffaello, Leopardi e Rossini come indicato dal tema 2017 “Poesia, musica e pittura, espressione di arte nel mondo”. Il pubblico potrà visitare l’esposizione e degustare i dolci realizzati dai pasticceri più bravi d’Italia fino alle ore 18, quando saranno proclamati i vincitori delle categorie Miglior Creazione 2017 e Miglior Pasticcere dell’Anno.

A guidare il pubblico sarà un conduttore d’eccezione, Federico Quaranta, voce e volto della RAI.

I quattro accademici marchigiani:Roberto Cantolacqua Ripani; Armando Lombardi; Claudio Marcozzi; Andrea Urbani

Sarà un momento particolare soprattutto per i 4 membri marchigiani di Accademia Maestri Pasticceri Italiani – Roberto Cantolacqua Ripani della pasticceria “Mimosa” di Tolentino (MC), Armando Lombardi della pasticceria “Lombardi” di Osimo (AN), Claudio Marcozzi di “Picchio Creatori di Sensazioni” di Loreto (AN) e Andrea Urbani di “Guerrino – pasticceria e banqueting” di Fano (PU) – che potranno mostrare al pubblico di casa il prodotto della tradizione che li ha cresciuti e plasmati.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Femminicidio e violenza di genere

104 le vittime in Italia nel 2022. Quattro nelle Marche


Camerano, 2 dicembre 2022 – “Il Rapporto annuale sulla violenza di genere rappresenta uno strumento necessario dal quale partire per affrontare un fenomeno sempre più complesso. I numeri sono il primo strumento per comprendere la portata di un fenomeno che, purtroppo, non accenna a rallentare”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sottolineando la valenza del Report annuale sulla violenza di genere nelle Marche per il 2021

Sono 104 le vittime in Italia nel 2022. Numeri spaventosi di vite spezzate, che coinvolgono anche il presente e il futuro di centinaia di minori. In due anni, si contano infatti 169 orfani per femminicidio, un terzo dei quali rimasto orfano anche del padre“, ha evidenziato Acquaroli.

(foto: Ikon Images / AGF – Copyright: Gary Waters)

Un fenomeno, quello della violenza di genere, che non accenna a rallentare e che si manifesta sotto moltissime forme, di cui l’omicidio resta la più ingiustificabile e orrenda punta dell’iceberg: violenza fisica, violenza psicologica, violenza sessuale, violenza economica, molestie e stalking, revenge porn, fino ad arrivare alle violenze legate a tratta e sfruttamento, stupro di guerra, mutilazioni.

Nel 2021, nelle Marche, si sono rivolte ai Centri Anti-Violenza 663 utenti (il 91% delle quali risulta essere un nuovo accesso). Ben 180 in più dell’anno precedente. Nel 2020 erano 483. Nel 2019 erano 471. Sono quattro le vittime che nelle Marche hanno perso efferatamente la vita nel corso del 2022.

Al di là dei numeri, comunque e sempre inaccettabili, che registrano un malessere in certi maschietti fatto di mancanza di rispetto, incapacità nell’accettare i ruoli, limiti culturali profondi e, in qualche caso, addirittura disprezzo per l’altro, sul fronte dei femminicidi resta ancora parecchia strada da percorrere: da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle associazioni di categoria, della scuola.

Non è semplice, e non è detto che si arrivi davvero ad eliminare il problema. Troppo diffuso il fenomeno, troppo complicati certi rapporti interpersonali, troppo poche le forze dell’ordine messe in campo per affrontarlo. Questo però non significa che non si debba fare di tutto e di più per limitarlo quanto più possibile.

Ai maschietti, a certi maschietti, dico che se ne devono fare una ragione: una donna, la tua donna, non è una tua proprietà. Non puoi essere tu a scegliere – a pretendere – quel che deve fare, quello che può dire, come si deve vestire, chi frequentare, come vivere. Ma, peggio ancora, non puoi pretendere – pena l’eliminazione – che debba amare sempre e solo te. Tu maschietto, devi sapertelo guadagnare il rispetto e l’amore di una donna (vale per entrambi), e c’è un solo modo a tua disposizione per non riuscirci mai e fallire: dare per scontato che tu sei Dio. Mentre, in realtà, sei solo un piccolo uomo incapace di relazionarti con le sconfitte che la vita ti pone di fronte continuamente.

Chiudo con le parole pronunciate a Fano il 25 novembre scorso da Ignazio La Russa, attuale presidente del Senato: “Per arginare questo fenomeno serve un atto culturale. La società veramente pretende che il rispetto di una donna non abbia eccezioni. Un reato commesso nei confronti di una donna, perché ella è una donna, è un abominio nel senso vero del termine. Non bisogna offrire alibi, non bisogna mai offrire vie di fuga. Quando si uccide una donna, bisogna dire è stata uccisa senza ragione una donna, cominciamo a dire questo e avremo fatto un passo avanti”.

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