La bellezza delle Marche in mostra a New York

Neri Marcorè a New York per inaugurare la mostra con le foto vincitrici del concorso “Luoghi e Paesaggi delle Marche”, promosso dall’associazione MIA

New York, 15 dicembre 2018 –  Si apre oggi a New York la mostra fotografica “Luoghi e Paesaggi delle Marche”, promossa dall’associazione MIA – Marchigiani in America.  Venti foto, selezionate tramite un concorso, racconteranno la bellezza delle Marche dalle pareti dello showroom di Scavolini a Soho.  L’attore, imitatore e conduttore marchigiano Neri Marcorè premierà l’autore della foto più bella, arrivato da Castelfidardo (Ancona) per l’occasione.

Foto Seconda Classificata – Titolo: Monte Vettore – Autore: Pierluigi Giorgi (Ascoli Piceno)
Descrizione: La montagna si muove ed è nella sua natura, siamo noi uomini ad aver perso il contatto con lei.

La storia e la cultura della regione Marche sono incorniciate da incantevoli catene montuose, colline variopinte, vallate e spiagge. Far conoscere questa bellezza negli USA è proprio l’obiettivo della mostra fotografica “Luoghi e Paesaggi delle Marche”. Per l’inaugurazione è volato a New York Neri Marcorè, marchigiano purosangue, a cui sarà conferito l’attestato di membro onorario MIA. Oltre all’Ambasciatrice Maria Angela Zappìa, rappresentante permanente per l’Italia presso le Nazioni Unite, e al Console Generale Francesco Genuardi, sono attesi circa 80 invitati, che rappresentano il fior fiore dei professionisti italiani a New York. Sarà presente anche il marchigiano Fabrizio Renzi, direttore ricerca e sviluppo di IBM Italia, per promuovere un progetto in collaborazione con MIA per la rinascita dei borghi marchigiani.

«Le foto della mostra sono le più votate di un concorso che abbiamo organizzato tra settembre e novembre» spiega Riccardo Lattanzi, presidente MIA, che di lavoro è professore di radiologia ed ingegneria elettronica alla New York University. «Fotografi di tutte le età, formazione e livello di esperienza hanno inviato bellissime immagini raffiguranti luoghi, tradizioni e paesaggi marchigiani – continua Lattanzi – è stato molto difficile selezionarne 20 da stampare».

Foto Prima Classificata – Titolo: Le mie colline – Autore: Filippo Gioacchini (Castelfidardo, Ancona) – Descrizione: «Un viaggio nelle Marche, non frettoloso, porta a vedere meraviglie», Guido Piovene

MIA ha offerto il viaggio all’autore della foto prima classificata – Filippo Gioacchini, di Castelfidardo – a cui Marcorè consegnerà una targa celebrativa. L’evento ha ricevuto il patrocinio della regione Marche e Lattanzi non ha dubbi che si tratti del «più grande evento per la promozione delle Marche in America dai tempi di Marche is Good, l’iniziativa organizzata da Confindustria e Regione Marche nel 2013».

All’inaugurazione della mostra seguirà un buffet preparato dall’associazione italiana chef di New York. Saranno anche presenti alcune gustose specialità a base di Nutella, preparate sul posto dai pasticceri del Nutella Café di New York. Il caffè sarà naturalmente corretto con uno splash di anice secco dell’azienda marchigiana Varnelli. Prima di salutare, gli ospiti riceveranno in regalo una spremi agrumi di design firmata Fratelli Guzzini.

MIA – Marchigiani in America – è un’associazione non-profit dedicata a promuovere e celebrare la cultura e le tradizioni marchigiane, e creare legami e connessioni tra le Marche e gli Stati Uniti.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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