Il Concerto di Capodanno è offerto dal Comune di Ancona

L’1 gennaio 2021 ore 15 in diretta dal Teatro delle Muse su Etv con l'Orchestra Fiati Ancona diretta dal M° Mirco Barani e il soprano Alessandra Capici

Ancona, 29 dicembre 2020 – Torna il tradizionale Concerto di Capodanno offerto dall’Amministrazione comunale di Ancona a tutta la cittadinanza e curato dall’Orchestra Fiati Ancona.

Malgrado la chiusura al pubblico delle sale da concerto, con grande caparbietà ed impegno la storica realtà musicale della città dorica ha voluto organizzare il grande concerto del 1 gennaio in stretta collaborazione con il Comune di Ancona e con Marche Teatro.

Alle ore 15.00 del 1 Gennaio 2021, dal Teatro delle Muse di Ancona, sarà Etv a trasmettere il concerto dell’Orchestra Fiati Ancona, diretta dal maestro Mirco Barani, arricchito dalla bella voce del soprano Alessandra Capici.

Un programma musicale accattivante e particolarmente ben augurale quest’anno che propone la tradizione della grande musica italiana con uno sguardo al repertorio proprio della wind band. L’Orchestra Fiati Ancona, importante istituzione musicale cittadina, da sempre seguitissima dal pubblico, saprà rallegrare la giornata del primo giorno del nuovo anno con un concerto di altissimo livello.

PROGRAMMA

G.Rossini La gazza ladra – sinfonia; L. Anderson A Christmas festival; E.Morricone C’era una volta il west; L. Bernstein West side story; C.François e P.Anka My way; Arr. Naiboro/B.Goodman Memories; E.Morricone Sharan dream; A. Marquez Danzon

Soprano: Alessandra Capici

Orchestra Fiati Ancona

L’Orchestra Fiati di Ancona (OFA) è composta da 50 musicisti provenienti dalla Regione Marche. Dal 2000 l’organico si è consolidato ed ha affrontato i più importanti lavori dei grandi compositori di tutti i tempi (Persichetti, Milhaud, Reed, Bourgeois, Ticheli, Sparke, Der Roost, Appermont).

MIRCO BARANI – DIRETTORE

Dopo aver compiuto gli studi nei Conservatori di Musica di Pesaro e Parma, si specializza con grandi maestri presso l’Accademia Pianistica di Imola el’Accademia Superiore di Musica “Lorenzo Perosi” di Biella diplomandosi con il massimo dei voti e menzione speciale. Ha conseguito con il massimo dei voti il diploma di direzione d’orchestra presso la Regia Accademia Filarmonica di Bologna. È risultato vincitore di 18 concorsi Nazionali e Internazionali, fra cui il concorso per giovani direttori d’orchestra della Città di Plovdiv in Bulgaria in cui si è aggiudicato il primo premio. Nella stessa città ha studiato direzione d’orchestra presso l’accademia delle arti musicali ed è stato assistente per cinque anni del Maestro Gueorgui Dimitrov.

ALESSANDRA CAPICI

Soprano anconetano, si diploma presso il Conservatorio “G. B. Martini” di Bologna, perfezionandosi successivamente con i Maestri Battaglia, L. Magiera e A. Zedda. Ha effettuato registrazioni per Rai Stereo Due, per Rai 3 “Prima della Prima”, in CD per ed. Rara e Bongiovanni lo Stabat Mater di F. Farroni e sempre per Bongiovanni l’Oratorio “Sedecia Re di Gerusalemme” di A. Scarlatti. Per la 45° edizione dello Sferisterio Opera Festival (2009), ha interpretato il ruolo di Cio Cio San nella Madama Butterfly di Puccini per la regia di P. Pizzi. Ad Agosto 2015 ha debuttato il ruolo di Aida di Verdi presso il Teatro Greco di Taormina per la regia di Enrico Stinchelli. Ha recentemente interpretato il ruolo di Floria Tosca (Puccini) presso il Teatro Rossini di Pesaro.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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