Gi & Raf show al Parco Zoo Falconara per celebrare la giraffa

Domenica 19 giugno doppio appuntamento con il popolare ventriloquo e la sua giraffa parlante. Il video

Falconara Marittima, 17 giugno 2022 – Uno spettacolo unico e coinvolgente per celebrare la giornata mondiale della giraffa. Il Parco Zoo Falconara si affida a Gi & Raf, il duo comico composto dal ventriloquo Rafael Voltan e dall’irriverente e tenera Gi, simpaticissima giraffa senza peli sulla lingua, per accendere i riflettori sull’iconica specie minacciata di estinzione.

Gi & Raf al Parco Zoo Falconara domenica 19 giugno festeggiano la giornata mondiale della giraffa

La strana coppia, diventata famosa grazie alla partecipazione al programma Tv “Tú sí que vales”, darà vita, domenica 19 giugno, ad un doppio imprevedibile show per festeggiare in modo divertente l’annuale evento istituito dalla Giraffe Conservation Foundation, dedicato all’animale più alto al mondo.

Un’inedita occasione per immergersi in uno spassoso viaggio alla scoperta della bellissima e raffinata specie, di cui il giardino zoologico marchigiano, da sempre impegnato nel supporto a progetti di salvaguardia della biodiversità, ospita due esemplari: Bitton e Cody.

Gi & Raf danno appuntamento a grandi e bambini alle 11.30 e alle 16.30 presso l’Aia del Contadino. Curiosità, scienza, ma anche tante risate saranno gli ingredienti della speciale iniziativa, nata con l’obiettivo di sostenere la sopravvivenza dell’amato animale e creare al contempo consapevolezza sulle sfide che le giraffe sono costrette ad affrontare per sopravvivere in natura.

Oggi si contano appena 117.000 esemplari in libertà, per un calo di circa il 30% della popolazione. Per ulteriori informazioni: www.parcozoofalconara.com.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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