Fano – Festival Internazionale del Brodetto e delle Zuppe di Pesce

Annunciata l’importante collaborazione con il Ministero per le Politiche Agricole e Forestali per la XVI edizione in programma a Fano dal 5 all’8 luglio

Fano, 2 luglio 2018Una collaborazione che profuma di mare e che mira a promuovere la pesca intelligente e compatibile, insieme a uno sviluppo sostenibile e inclusivo delle comunità che dipendono da quest’attività simbolo di un territorio e della sua storia. Il Festival Internazionale del Brodetto e delle Zuppe di Pesce di Fano, dal 5 all’8 luglio Lungomare Simonetti, annuncia oggi l’importante collaborazione con il Ministero delle Politiche Alimentari e Forestali.

Ancona Palazzo Raffaello, sede Regione Marche. Presentazione del Festival internazionale del Brodetto e delle zuppe di pesce a Fano. Da sinistra: Pier Stefano Fiorelli, presidente Confesercenti Pesaro e Urbino; Massimo Seri, sindaco di Fano; Angelo Sciapichetti, assessore alla Pesca Regione Marche; Renato Claudio Minardi, vice presidente Consiglio Regionale delle Marche; Mirco Carloni, consigliere Regione Marche; Roberto Borgiani, direttore Confesercenti Marche.

Il Mipaaf, grazie ai finanziamenti del Programma Operativo del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e per la Pesca (FEAMP) 2014/2020, ha deciso di sostenere la XVI edizione del Festival dedicato al piatto povero della tradizione marinara fanese.

I visitatori del Festival, in particolare le famiglie, avranno quindi l’opportunità di affacciarsi al mondo della pesca e della marineria con “Brodetto & Kids”, nata proprio dalla collaborazione con il Ministero delle Politiche Alimentari e Forestali e allestita nella suggestiva Cavea del Lido di Fano.

L’iniziativa è volta a far scoprire ai più piccoli un grande tesoro presente nell’Adriatico: il pesce, alimento prezioso soprattutto per i bambini come fonte di omega 3, proteine nobili altamente digeribili, sali minerali e vitamine.

Brodetto di pesce alla fanese

Tutti i giorni di Festival, dalle 19 alle 22, la Cavea del Lido sarà dunque pronta a ospitare le famiglie in arrivo a Fano per far loro conoscere lo strabiliante mondo del mare, i pesci che lo popolano e l’ambiente in cui vivono. Un modo divertente ed efficace per far loro imparare a rispettare il mare e, di conseguenza, il nostro pianeta.

Brodetto & Kids – IL PROGRAMMA

L’iniziativa “Brodetto & Kids” proporrà laboratori creativi e giochi di movimento, letture sul mare e attività dedicate a grandi e piccini, per vivere i temi del Festival liberando la fantasia.

Dalle 19 alle 22, in tutti i giorni di Festival (giovedì 5, venerdì 6, sabato 7, domenica 8 luglio 2018) in programma degustazioni a base di pesce e divertenti attività “su misura” dei più piccoli come:

– “Un mare di disegni e fotografie”, laboratorio fotografico interattivo a cura dell’Associazione Culturale Centrale Fotografia;

Festival del Brodetto di Fano (foto d’archivio)

– “Mosaici tra le onde”, laboratorio creativo per bambini che prevede la costruzione libera di un mosaico con la pixel art e il riuso di materiali dell’ambiente marino;

– “C’era una volta il galeone…” racconti e leggende del mare, dei suoi abitanti e dei suoi esploratori;

– “Pescalo, pescalo quel pesciolino”, giochi di movimento per conoscere e riconoscere gli abitanti del mare.

Appuntamenti da non perdere con il professore del mare, Corrado Piccinetti, dell’Università di Bologna, che guiderà per mano il piccolo pubblico del “Festival Internazionale del Brodetto e delle Zuppe di Pesce” 2018 alla scoperta del “mondo blu” con una lezione dal titolo “Conosciamo i pesci del Mare Adriatico” sabato 7 luglio, alle ore 19.30 e domenica 8 luglio, alle ore 20.30.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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