Corinaldo – Al via la quarta edizione del Gran Prix regionale di burraco

Formula delle quattro partite: 3 Mitchell e una Danese (4 smazzate), l'accreditamento delle coppie alle 15,30 e l'inizio del torneo alle ore 16

Parte da Corinaldo, domenica 25 marzo, la quarta edizione del Gran Prix regionale di burraco. L’iniziativa è organizzata dall’U.S. Acli Marche e dall’ASD burraco Valli Misa e Nevola.

La manifestazione è ormai un classico e sono stati centinaia gli appassionati che hanno partecipato alle varie tappe della manifestazione. Si tratta di giocatori di regioni del Centro Italia ma anche dei numerosi turisti che, specie nel periodo estivo, sono presenti nel territorio della Regione.

La prima edizione, svolta a Porto Potenza Picena, Recanati, Falconara, Pergola, Ostra, Castorano, Frontone, Lapedona ed Ascoli, se l’è aggiudicata Massimiliano Mosca. Al secondo posto ha chiuso Katia Vecchioni ed al terzo Simonetta Ippoliti.

Anche la seconda edizione della manifestazione, con tappe a Falconara, Ascoli, San Benedetto del Tronto, Mondavio, Monteprandone, Recanati, Acqualagna, Corinaldo, Montecucco, se l’è aggiudicata ancora Massimiliano Mosca con 403 punti, al secondo posto ha chiuso Adrio Maraschio con 392 e terza Cinzia Cirioni con 387.

La terza edizione infine,  tappe a San Benedetto del Tronto, San Lorenzo in Campo, Recanati, Ascoli, Moie, Monteprandone, Acqualagna, Ripe, è stata vinta da Bruna Pierpaoli con 299 punti, secondo Giorgio Cervasi con 289 e terzo Massimiliano Mosca con 282.

Domenica 25 marzo prenderà il via la quarta edizione della manifestazione che si svolgerà presso la sede del Circolo Acli di Corinaldo in Viale degli Eroi 27.

Il programma prevede lo svolgimento con la formula delle quattro partite: 3 Mitchell e una Danese (4 smazzate), l’accreditamento delle coppie alle 15,30 e l’inizio del torneo alle ore 16.

Su prenotazione è prevista una convenzione con il ristorante “Ai 9 tarocchi” a Corinaldo con un menù a prezzo agevolato per i partecipanti al torneo. Per informazioni e per le iscrizioni alla manifestazione si possono contattare i responsabili di tappa Valerio (327 1376882) oppure Giorgio (338 8042856).

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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