Colapesce dal vivo e Jolly Mare in consolle per il Capodanno ad Ancona

Si alterneranno sul palco di piazza del Plebiscito. Musica dalle ore 22,00

Ancona – Da tre anni, il capodanno in città si inserisce nella cornice natalizia e costruisce un ambiente di ricerca, di musica di qualità, di attenzione alle giovani generazioni e alle sonorità contemporanee, ospitate nella splendida piazza del Plebiscito.

Ancona, Piazza del Plebiscito

Quest’anno due ospiti d’eccezione – per dirla con l’assessore Marasca – si presenteranno in piazza, uno dal vivo e uno alla consolle: «e si tratta di due tra i maggiori artisti in circolazioni in Italia in questo momento nei rispettivi settori».

Dal vivo si esibirà il cantautore Colapesce, una delle più belle realtà musicali degli ultimi anni nel Paese. Dopo il live, il secondo ospite del capodanno anconetano che occuperà la consolle sarà il dj Jolly Mare, anche in questo caso una delle figure più interessanti e importanti su scala nazionale, eclettico e trasversale, capace di giocare e divertire con la sua musica.

Il cantautore Colapesce

«Si tratta di una scelta non casuale, ma politica – sottolinea l’assessore Marasca – che ci permette di aumentare progressivamente la qualità dell’offerta, di far crescere il format del capodanno anconetano e di prestare attenzione a un mondo giovanile esigente e attento».

La serata avrà inizio sul palco di Piazza del Plebiscito dalle 22:00 con la musica dei dj set di Eve. Il concerto partirà immediatamente dopo il brindisi di mezzanotte e sarà seguito sino a tarda notte dal dj set di Jolly Mare.

Il dj Jolly Mare

Il Capodanno Eve è organizzato, curato e seguito da Marche Teatro, che conferma così il suo essenziale ruolo organizzativo a 360 grandi nel territorio del capoluogo e vede la partecipazione di realtà del territorio.

Colapesce è uno dei cantautori più importanti e apprezzati della sua generazione. Già Targa Tenco per la migliore opera prima nel 2012, ha catturato l’attenzione dei media nazionali e internazionali. Il popolare quotidiano francese Le Monde gli ha dedicato una pagina definendolo l’unico erede credibile di Dalla e Battiato, mentre il Guardian l’ha inserito tra i nomi più promettenti della musica italiana. Infedele, il suo nuovo disco prodotto con IOSONOUNCANE e Mario Conte, ha già catturato l’interesse di critica e pubblico.

 

redazionale

 


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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