Camerino – Un punto di vista internazionale sul post terremoto 2016

Quarta edizione di “Cari amici vicini e lontani” nell’Aula 2 della storica Università

Camerino, 27 novembre 2019 – La 4° edizione di Cari Amici Vicini e Lontani si svolgerà il 30 novembre a Camerino, nella prestigiosa sede della sua storica Università, nell’Aula 2 Scuola di Giurisprudenza e torna a dare voce e visibilità alla drammatica situazione del post-terremoto del 2016.

Si è scelta pertanto una location significativa, nel segno del ricordo ma anche della attualità e dei progetti per l’intero territorio, di cui Unicam è punto di riferimento. Il colloquio anche stavolta si amplia presentando questa vasta zona delle Marche sotto vari aspetti, con ospiti e relatori delle amministrazioni della Regione, delle Provincie e di Comuni significativi, per rifare con loro un punto aggiornato della situazione. Insieme a loro tanti ospiti in vari campi, dalla imprenditoria, allo sport, alla ricerca, all’arte, allo spettacolo, per una veloce ed interessante esposizione sulle peculiarità e caratteristiche economiche, artistiche ed enogastronomiche.

Arrivati quasi alla fine del 2019 si proporrà una nuova fotografia, per la 4° edizione di questo appuntamento, che si arricchisce di nuovi personaggi, nuove analisi, nuove proposte, nuove eccellenze, nuovo spettacolo. Il senso internazionale de “Le Marche, vicine e lontane” sarà realizzato con gli ormai consueti collegamenti Skype attivati per tutta la durata dell’evento con diverse comunità e realtà di Marchigiani nel mondo, per descrivere e collegare altri ospiti che dai loro paesi saranno spettatori ed interlocutori, ovvero parte attiva dell’evento, per avere il racconto ed il confronto delle tante Marche presenti nel mondo.

Diretta su Radio ICN New York, condotta da Tony Pasquale e Silvia Tamburriello, dalle 17 alle 20 italiane. Diretta Facebook sulla pagina di Anthony Pasquale e sulla pagina della trasmissione https://www.facebook.com/ciaotony/ e su https://www.facebook.com/SilviaTamburrielloOnICNRadio/ per chi vuole collegarsi, per la visibilità globale alla serata, e per fruizione futura dei contenuti dell’evento.

Sono in via di definizione i patrocini da parte della Regione Marche, la Camera di Commercio delle Marche, le Provincie coinvolte, i Comuni di Camerino sede dell’evento e di altri Comuni che saranno parte attiva con i loro relatori, nonché di UniCam Università di Camerino, ormai nostro sostenitore storico, ed A.I.M. Associazione Italiani nel Mondo.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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