BiANCONAtale: il bilancio conclusivo della kermesse anconetana

Si è concluso con grande successo il BiANCONAtale di Ancona. Un successo decretato dalla presenza costante nel periodo di migliaia di cittadini e turisti che hanno vissuto l’atmosfera natalizia nei diversi luoghi della città e partecipato attivamente ai tanti eventi proposti.

«Il risultato premia la scommessa fatta sul Natale – dichiara il sindaco Valeria Mancinelli come momento di grande coinvolgimento e partecipazione dei cittadini, ma anche come possibile attrattore di presenze da un contesto territoriale più ampio. E questo procura benefici notevoli alle attività commerciali e non, in un momento cruciale dell’anno. I risultati premiano anche lo sforzo organizzativo e strategico del Comune e dei tanti soggetti coinvolti: dagli sponsor ai partner, dalle scuole alle tante associazioni di cittadini che sono diventate, in vari momenti, protagoniste esse stesse del Natale, contribuendo, grazie al loro impegno, a dare spessore a questo  grande cartellone di 44 giorni di eventi».

Valeria Mancinelli, sindaco di Ancona

I numeri della kermesse

La partecipazione

  • 20.000 le persone che hanno partecipato all’accensione dell’albero
  • 100.000 le visualizzazioni del video di accensione dell’albero (e 1.000 condivisioni)
  • 14.000 gli utenti dei trenini
  • 500 le presenze medie giornaliere nei festivi nei parcheggi Traiano, Archi e Cialdini
  • 12.500 i visitatori del presepe vivente di Pietralacroce e dell’Anfiteatro Romano-auto nei park gratuiti

Il mondo Bimbi

  • 560 le letterine per Babbo Natale consegnate presso la cassetta della posta
  • 900 i bambini che hanno cantato sotto l’albero di Natale
  • 3 gli appuntamenti con le fiabe itineranti
  • 1 Casetta di Babbo Natale e degli Elfi
  • 2 i trenini Centro e Corso Amendola
  • 40 i giorni di trenino gratuito per i bambini
  • 38 i Babbi Natale arrivati in Sup al porto
  • 1 Corsa dei Babbi Natale
  • 4 i pomeriggi di baby sitting gratuito

Gli allestimenti

  • 27.000  le luci a led per l’albero di piazza Roma
  • 23.000 metri le luminarie della città
  • 2.000  metri il tappeto rosso
  • 240 metri quadrati la pista di pattinaggio
  • 32 metri l’altezza della ruota panoramica
  • 21 gondole, fino a 127 persone in contemporanea, 15.000 punti luce a led della ruota
  • 12 metri l’altezza dell’albero
  • 40 casette del mercatino di piazza Cavour

Gli eventi e l’animazione del Natale

  • 64 gli spettacoli e gli appuntamenti sotto l’albero e in giro per la città
  • 34 i cori sotto l’albero, nelle piazze e nelle chiese cittadine
  • 5 concerti di Christmas Jazz
  • 3 concerti gospel
  • 145 artisti che hanno lavorato sotto l’albero
  • 1 mostra ad hoc al mercato delle Erbe
  • 1 pianista in giro per la città

Tutto questo per una spesa che, a budget, si aggira intorno ai 200mila euro: 115mila euro per le luminarie, 65mila per gli eventi. Circa la metà dell’intero investimento è stato coperto dagli sponsor: Sida Group ha allestito l’albero di Piazza Roma e la mostra al Mercato delle erbe per un totale di circa 30mila euro; Prometeo Estra ha versato circa 48mila euro. Mentre a finanziare le iniziative hanno contribuito anche banche e aziende private, con Cna e Cgia che hanno allestito i mercatini in Piazza Pertini e Corso Mazzini.

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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