Ancona – Tutto pronto per El Carnevalò

La città verrà invasa dalle maschere: tutto il programma da venerdì 16 a domenica 18 febbraio

Ancona – Appuntamento il 17 e il 18 febbraio, con una anticipazione anche venerdì 16 febbraio, con “El Carnevalò”, il tradizionale carnevale anconetano che quest’anno prevede, oltre alla classica sfilata della domenica, anche un ricco programma di eventi per tutte le età.

Anche quest’anno – spiegano gli assessori Stefano Foresi e Tiziana Borini – abbiamo programmato tutta una serie di iniziative che contribuiscono a creare un clima di festa e partecipazione da parte di tutti in città, con particolare attenzione ai bambini che da sempre attendono con gioia il carnevale”.

Ancona – La presentazione delle manifestazioni carnevalesche questa mattina in Comune

Si parte venerdì 16 febbraio con la festa alle Muse dalla Associazione I giovani di ieri. Una serata danzante con balli di gruppo e musica dal vivo, a partire dalle 21.00 nel Salone delle Feste del massimo cittadino. Per prenotazioni 349.2626551 (ingresso 7 euro con consumazione) posti limitati.

Sabato 17 febbraio, alle ore 15:00, Aspettando El carnevalò in Piazza Roma si terrà una festa per i bambini, in programma anche una Cosplay parade a cura dell’Associazione Fantasia Sogno Realtà a cui si aggiungerà lo spettacolo dell’ospite d’onore del carnevale dorico, Cristina d’Avena, che allieterà il pubblico di grandi e piccini.

Alle ore 20:30, Ballo a Corte costumi dal ‘400 all’800 con cena a buffet nel Salone delle feste del Teatro delle Muse, a cura dell’Accademia danze ottocentesche di Ancona.

Ancona – Foto d’archivio: la sfilata delle maschere per le vie del centro.

Domenica 18 febbraio gran finale alle 5:30 con El Carnevalò. Giunto alla sua ventunesima edizione, El Carnevalò rappresenta un evento imperdibile non solo per Ancona ma per tutta la regione, grazie al ricco e affascinante corteo mascherato che invade il cuore della città ogni anno, con la partecipazione di gruppi da tutta Italia e anche dall’estero, e con la tradizionale sfilata con le più belle maschere e costumi da Piazza della Repubblica a Piazza Cavour.

Chiuderà il carnevale anconetano lo spettacolo delle Fontane Danzanti alle 19:00 in Piazza Cavour.

Queste le maschere che sfileranno all’appuntamento finale del Carnevalò: Mao Branca Street band, Associazione Fantasia Sogno Realtà, Sistema Moda Istituto Angelini Stracca Vanvitelli, Rosalma Crosera di San Donà del Piave, Associazione Amici del Carnevale di Venezia, Gruppo Valdostano MasqAosta, Les Vénitiens du Léman dalla Svizzera-Ginevra, Les Maquès Venitiens de France da Marsiglia, OrientExpress di Lorenzo e Anna Marconi da Senigallia; l’Associazione Compagnia degli Anelli di Padova, il Gruppo Maskerrado di Bologna, l’atelier Catia Mancini di Ascoli Piceno, Le maschere del castello di Anna Lorenzetti, Margherita Petric Mantoni da Jesi, l’Accademia Danze Ottocentesche, il gruppo Morgana Novellara Italia di Mirandola, il gruppo Stefania Zampa di Cesena, San Marino Comics della Repubblica di San Marino, il Gruppo Costumi ‘700, Gruppo Universo, Atelier Mastronero di Vicenza, Gruppo Fantasia di Giusy Bellagamba di Jesi, Artline di Davide Giovagnetti. In coda alla sfilata la Banda musicale di Torrette.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Femminicidio e violenza di genere

104 le vittime in Italia nel 2022. Quattro nelle Marche


Camerano, 2 dicembre 2022 – “Il Rapporto annuale sulla violenza di genere rappresenta uno strumento necessario dal quale partire per affrontare un fenomeno sempre più complesso. I numeri sono il primo strumento per comprendere la portata di un fenomeno che, purtroppo, non accenna a rallentare”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sottolineando la valenza del Report annuale sulla violenza di genere nelle Marche per il 2021

Sono 104 le vittime in Italia nel 2022. Numeri spaventosi di vite spezzate, che coinvolgono anche il presente e il futuro di centinaia di minori. In due anni, si contano infatti 169 orfani per femminicidio, un terzo dei quali rimasto orfano anche del padre“, ha evidenziato Acquaroli.

(foto: Ikon Images / AGF – Copyright: Gary Waters)

Un fenomeno, quello della violenza di genere, che non accenna a rallentare e che si manifesta sotto moltissime forme, di cui l’omicidio resta la più ingiustificabile e orrenda punta dell’iceberg: violenza fisica, violenza psicologica, violenza sessuale, violenza economica, molestie e stalking, revenge porn, fino ad arrivare alle violenze legate a tratta e sfruttamento, stupro di guerra, mutilazioni.

Nel 2021, nelle Marche, si sono rivolte ai Centri Anti-Violenza 663 utenti (il 91% delle quali risulta essere un nuovo accesso). Ben 180 in più dell’anno precedente. Nel 2020 erano 483. Nel 2019 erano 471. Sono quattro le vittime che nelle Marche hanno perso efferatamente la vita nel corso del 2022.

Al di là dei numeri, comunque e sempre inaccettabili, che registrano un malessere in certi maschietti fatto di mancanza di rispetto, incapacità nell’accettare i ruoli, limiti culturali profondi e, in qualche caso, addirittura disprezzo per l’altro, sul fronte dei femminicidi resta ancora parecchia strada da percorrere: da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle associazioni di categoria, della scuola.

Non è semplice, e non è detto che si arrivi davvero ad eliminare il problema. Troppo diffuso il fenomeno, troppo complicati certi rapporti interpersonali, troppo poche le forze dell’ordine messe in campo per affrontarlo. Questo però non significa che non si debba fare di tutto e di più per limitarlo quanto più possibile.

Ai maschietti, a certi maschietti, dico che se ne devono fare una ragione: una donna, la tua donna, non è una tua proprietà. Non puoi essere tu a scegliere – a pretendere – quel che deve fare, quello che può dire, come si deve vestire, chi frequentare, come vivere. Ma, peggio ancora, non puoi pretendere – pena l’eliminazione – che debba amare sempre e solo te. Tu maschietto, devi sapertelo guadagnare il rispetto e l’amore di una donna (vale per entrambi), e c’è un solo modo a tua disposizione per non riuscirci mai e fallire: dare per scontato che tu sei Dio. Mentre, in realtà, sei solo un piccolo uomo incapace di relazionarti con le sconfitte che la vita ti pone di fronte continuamente.

Chiudo con le parole pronunciate a Fano il 25 novembre scorso da Ignazio La Russa, attuale presidente del Senato: “Per arginare questo fenomeno serve un atto culturale. La società veramente pretende che il rispetto di una donna non abbia eccezioni. Un reato commesso nei confronti di una donna, perché ella è una donna, è un abominio nel senso vero del termine. Non bisogna offrire alibi, non bisogna mai offrire vie di fuga. Quando si uccide una donna, bisogna dire è stata uccisa senza ragione una donna, cominciamo a dire questo e avremo fatto un passo avanti”.

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