Ancona – Festival di Varano del teatro dialettale dal 23 agosto

Fino al 2 settembre la 44esima edizione dell'apprezzatissima kermesse. Tutto il programma

Ancona, 21 agosto 2018 – Prende avvio giovedì 23 agosto  e proseguirà fino al 2 settembre, il Festival di Varano giunto quest’anno alla 44esima edizione. Tra le più antiche manifestazioni del territorio, si colloca come una tra le più apprezzate e sempre più ambite rassegne teatrali dialettali, sia nelle Marche sia sul piano nazionale, con Varano considerato ormai il paese dei dialetti.

Nell’ambito della rassegna – che annovera compagnie ormai consacrate e altre di recente formazione e con interpreti giovani di Ancona, Jesi, Macerata, San Ginesio, Pollenza, Polverigi, Tolentino, Pesaro, Loreto, Loro Piceno e Belmonte Piceno – si svolgerà anche la ventinovesima edizione del Premio Letterario Varano poesia e narrativa nei dialetti delle Marche e la quarantesima mostra del Rosso Conero.

Ancona – Un momento della conferenza stampa di presentazione del Festival Varano 2018

«Una rassegna che rinforza l’identità e il senso di appartenenza – ha sottolineato il sindaco Valeria Mancinelli – e un programma scintillante che faranno del festival un sicuro successo, grazie all’impegno costante del Comitato varanese». Uno sforzo congiunto del quale la presidente Lucia Gioia ringrazia tutti collaboratori, dal Direttore artistico Orietta De Grandis che ha selezionato ancora una volta con cura il cartellone teatrale, al curatore del concorso letterario Fabio M.Serpilli che sottolinea la necessità di divulgare tra i giovani la cultura del dialetto (purtroppo in vita sono rimasti pochi tra protagonisti e cultori) e fino alla base, le formidabili cuoche di Varano che ogni sera garantiscono un’offerta gastronomica invidiabile.

L’appuntamento inaugurale è per giovedì 23 agosto 

alle ore 17:00 con la premiazione dei poeti dialettali marchigiani e  la presentazione dell’antologia dialettale “La grande luna”. Alle 18:00 inaugurazione della quarantesima mostra del Rosso Conero doc e apertura mostra del pittore Lanfranco Santini e delle bancarelle degli hobbisti; tutte le sere alle 18:30 apericena con i produttori di vini locali e alle 20:30 inaugurazione della seconda edizione “Varano canta” (anche questo appuntamento quotidiano) concorso canoro in collaborazione con Radio Arancia. Alle ore 21:30 prende avvio la rassegna-concorso teatrale con la rappresentazione di www.scampamorte.com di Italo Conti, regia Giordana Profili messo in scena dalla compagnia Millepiedi di Ancona.

Il 24 agosto alle ore 21:30

“A chi la vo’ se la pija” di Gigi Santi per la regia di Gigi Santi e Scilla Sticchi con la compagnia “Il teatro dei Picari” di Macerata; alle ore 17:00 premiazione dei narratori dialettali marchigiani e presentazione dell’antologia dialettale “La grande Luna”, nell’occasione verrà ricordato Dino Socionovo varanese doc.

Sabato 25 agosto 

“Li parendi de Roma” di Gabriele Mancini per la regia dello stesso Mancini compagnia “La Nuova” di Belmonte Piceno di Fermo.

Domenica 26 agosto

alle ore 10:00, primo raduno città di Varano organizzato da Vespa Club di Ancona, terza prova del campionato regionale di regolarità crono Conero Memorial Gianni Paccapeli “Nebbia”; alle 18:30 apericena con i produttori di vini locali e alle 20:00 “Varano canta”; alle 21:30 va in scena “Chi non fa non falla” di Emanuela Corsetti regia di Fabio Ragni con la compagnia Sipario di Jesi.

Lunedì 27 agosto 

“Come ci capiamo se manco ci parlimo?” di Paolo Torrisi regia di gruppo della Compagnia Leonina Giovani Pian di Pieca San Ginesio Macerata.

Martedì 28 agosto

“Oggi a me domani pure” di Aldo Pisani regia dello stesso Pisani, Compagnia Teatro Totò di Pollenza Macerata.

Alle ore 21:30 mercoledì 29 agosto 

“Che imbrojo” di Maria Angela Ceccati commedia brillante in tre atti in dialetto marchigiano liberamente tratta da “Una matassa imbrogliata” di Eduardo Scarpetta regia Maria Angela Ceccati compagnia Balta e ribalta di Polverigi Santa Maria Nuova di Ancona.

Giovedì 30

“Lu sequestru” commedia musicale di Giovanni Teobaldelli musica prof. Aldo Cicconofri regia Giuseppe Gesuelli compagnia degli Intronati Tolentino Macerata.

Venerdì 31 agosto 

“Questa do la mett?” di Paolo Zoppi regia di Paolo Zoppi compagnia del Gallo di Pesaro.

Sabato 1° settembre 

“Toccata e fuga” commedia brillante in tre atti di Derek Benfield regia Eraldo Forti messa in scena dalla compagnia “Gli amici del teatro” di Loro Piceno Macerata; l’esibizione sarà preceduta alle 18:00 dallo spettacolo gruppo folk canti popolari La Pasquella di Varano; alle 18:30 apericena con i produttori di vini locali e poi seguirà serata finale e la premiazione di “Varano canta”.

Domenica 2 settembre 

va in scena a fine rassegna la commedia brillante di  Aldo De Benedetti “Da giovedì a giovedì” (fuori concorso), regia e adattamento di Rita Papa, compagnia Il Focolare Loreto; alle 18:00 la musica popolare delle Marche al Sud Italia con le bambine della Compagnia del Solstizio Mediterraneo (Luna dance).

Un momento celebrativo importante il 26 agosto sarà quello della premiazione del marchigiano dell’anno, riconoscimento tributato a don  Gioia, varanese, 42 anni missionario in Tanzania  dove ha messo le basi per uno dei più grandi ospedali di quel Paese. Un ricordo verrà anche tributato ad un varanese scomparso da poco, l’artista Dino Socionovo,  amico e compagno di tanti momenti di aggregazione.

Tutte le serate sono presentate da Roberto Cardinali.

Dal 23 agosto al 2 settembre servizio navetta gratuito dal parcheggio dello stadio del Conero fino a Varano; chi usufruisce del servizio gastronomico avrà riservato il posto numerato per lo spettacolo. L’iniziativa è promossa dal Comitato organizzatore manifestazioni varanesi con il patrocinio del Comune di Ancona.

 

redazionale

 

 


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

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