Ancona – Capodanno in Piazza del Papa con gli Aprés La Classe

Prima e dopo, djset con Decibel Club che farà ballare fino a notte fonda

Ancona, 10 dicembre 2019 – Come da tradizione consolidata negli ultimi anni, all’interno di un palinsesto natalizio generalista e ricco di iniziative per tutti, lo spazio che Ancona dedica al capodanno è sì all’insegna del divertimento di tutti ma, soprattutto, di quello dei più giovani, all’insegna di una proposta musicale che solo per loro è di grande qualità. Probabilmente, una proposta un tantino più tradizionalista sarebbe gradita a quei cittadini – e sono la maggioranza – con un’età non più così verde.

Ancona – Piazza del Plebiscito – per gli anconetani Piazza del Papa, per via della statua di papa Clemente XII che troneggia al centro della piazza – ospiterà i festeggiamenti per il benvenuto all’anno 2020

Il capodanno in Piazza del Papa (Piazza del Plebiscito per i non anconetani, ndr) è frutto dell’unione di più forze: il Comune, Marche Teatro, le attività della piazza che fanno da cornice all’evento, e alcune realtà del territorio che da anni si caratterizzano per ricerca musicale e attenzione alla night life cittadina.

Da questa collaborazione arriva l’edizione 2019|2020 del capodanno, che porta sul palco una straordinaria e particolarmente dinamica band del panorama indipendente italiano. Dopo Cosmo, Colapesce, Maria Antonietta e i Meganoidi – e nel solco della grande musica che ha visto mixare ed esibirsi in piazza negli ultimi anni Roy Paci, Alioscia Bisceglie dei Casinò Royale, gli Almamegretta e Daddy G dei Massime Attack – arrivano ad Ancona per esibirsi nella notte del 31 dicembre gli Aprés La Classe.

I salentini Aprés la Classe

Un concerto tutto da ballare, ricco di energia e sonorità mediterranee, reggae, ska. Una delle più talentuose band di quel Salento che, da anni, è uno dei centri musicali più interessanti e movimentati d’Italia.

Il concerto, frutto anche della collaborazione con il Festival La mia generazione, sarà preceduto e seguito da djset a tema, creati in territorio anconetano e rappresentativi della realtà della nostra night life: dopo Vodkatronic e Tales, infatti, tocca a Decibel Club arricchire la proposta musicale, introdurre la band e continuare a far ballare la gente sino alla chiusura della festa.

A presentare lo spettacolo e la serata, e a condurre il brindisi di mezzanotte, c’è l’ormai onnipresente Maurizio Socci. Lo spettacolo avrà inizio alle 22.45 e si concluderà a tarda notte.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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