Ancona – BiANCONAtale: gli appuntamenti del lungo weekend dell’8 dicembre

Presepe vivente all'Anfiteatro romano; mostra fotografica di Dirk Vogel al Mercato delle Erbe; Natale di Campagna Amica in piazza Pertini: il concerto di Linda Valori domenica pomeriggio sotto l'albero di piazza Roma

Ancona – Il lungo weekend dell’8 dicembre si tinge di BiANCONAtale. Un capoluogo da vivere e (ri)scoprire tra arte, musica, presepi e mercatini.

Giovedì 7 in Piazza Pertini si trova l’opera di Valeriano Trubbiani “Mater Amabilis”. La scultura verrà illuminata da nuova luce e l’allestimento accompagnato da un quintetto d’archi. Dopo piazza Cavour, anche l’altra piazza del capoluogo si presenta in una veste rinnovata per le iniziative di Natale.

Dall’8 al 10 Dicembre, dopo Chocomarche e la Fantafiera, Piazza Pertini ospita il Natale di Campagnamica, sempre a cura di Confartigianato imprese Ancona insieme a Coldiretti.

Da giovedì 7 Dicembre i lavoratori e la gente del porto allestiscono il  presepe del Porto di Ancona, sotto l’antica Portella Pannunzi (XIV sec.). Fino al 6 gennaio.

Da venerdì 8 a domenica 10 all’Anfiteatro romano torna il presepe vivente di Pietralacroce. Orario d’apertura dalle 17 alle 20.

Venerdì 8 Dicembre sarà una giornata di festa densa di eventi per tutti i gusti. Alle ore 8.00 al Mercato delle Erbe si apre la mostra fotografica di Dirk Vogel “Marche inside the beauty”, Visitabile dalle 8 alle 20 fino al 7 Gennaio.

Nel pomeriggio, sotto l’albero in Piazza Roma proseguono i concerti del Christmas Jazz, Si esibisce la Colour Jazz Orchestra con “A Jazzy Xmas”. Sul palco un’intera orchestra Jazz, diretta da Massimo Morganti: tutto il sound delle Big Bands nel classico repertorio natalizio.

Come ogni venerdì la musica prosegue dalle ore 20 in Piazza del Plebiscito. Questa settimana, concerto del duo Sorice/Santoni. Repertorio italiano e internazionale.

Sempre venerdì 8, ore 11, a Paterno, nella Parrocchia della Beata Vergine Maria del Rosario, si esibisce la Corale Les Amis.

Nel pomeriggio, alle 17 al Teatrino del Piano Poesie di Fabrizio Vissani sulle musiche eseguite da Ciro Fornaro.

A Posatora, alle 18 si accende l’albero di Natale.

Sabato 9 dicembre non mancano le iniziative musicali. Sotto l’albero di Piazza Roma dalle 16.00 è il turno della Banda di Torrette, in versione Christmas per un’esibizione itinerante.

Alle 18 il Christmas Karaoke, varietà musicale a cura della compagnia Step.

Alle 20 lo spettacolo si sposta in Piazza del Plebiscito con Miky C. & The Bright Gospel Voices.

Nel pomeriggio, a Gallignano si esibisce la Corale “O. Burattini”, nella chiesa di S. Nicolò di Bari dalle 17.

Domenica 10 dicembre nel pomeriggio, appuntamento speciale sotto l’albero di Piazza Roma: alle 16.30 esibizione della Corale Cantieri Musicali e poi, alle 18, l’imperdibile “Blues Christmas” con Linda Valori, solista marchigiana famosa nel mondo, accompagnata al pianoforte dal maestro Emilio Marinelli.

La musica ospite d’onore anche al Ridotto delle Muse: alle 17 concerto di musica classica “Visioni dall’Est”, a cura di Associazione Terzavia. Sul palco, violoncello, clarinetto e pianoforte, con la voce solista di Volodymyr Zudytskyj e del soprano Neli Hristova Bojkova. Ingresso libero.

Dalle 17.30 è il turno delle corali: la corale Francesco Marini canta nella Parrocchia Giuseppe Moscati di Via Tiraboschi 67, la Corale “O. Burattini” nella sede dell’Associazione Filo d’Argento (ex scuole Marinelli).

Non mancano gli eventi dedicati ai bambini

Venerdì 8 Dicembre alle 15 dalla ruota di Piazza Cavour parte “Lupus et agnus”, un cammino alla scoperta della città. I bambini visiteranno i luoghi cardine del capoluogo (Piazza Cavour, Galleria dorica, Tredici cannelle, Teatro delle Muse e Murales del Parcheggio Cialdini): cinque tappe e cinque favole per conoscere la città. Arrivo previsto nella Casa Natale.

Nella casetta di Babbo Natale, invece,  alle ore 17.30 Laboratorio di legno e alle 18.30 spettacolo di burattini.

Sabato 9, stesso luogo stessa ora, Laboratorio di Carta e lettura-spettacolo “Canto di Natale”, ma prima tutti a vedere Babbo Natale sui trampoli: percorrerà le vie del centro a partire  dalle 16.

Domenica 10, invece, secondo appuntamento con “Lupus et agnus”. Questa volta si parte alle 15 dal Duomo per il “Cammino del colle”: 5 nuove fiabe per cinque nuove tappe (Duomo, Anfiteatro, Terme romane, Chiesa del Gesù e pinacoteca).

Nella casetta di Babbo Natale dalle 17.30 spazio al laboratorio tessile e allo spettacolo di magia, sempre in versione natalizia.

Al Museo Omero continua fino al 14 gennaio “La tavola celeste”, installazione interattiva che reinterpreta quattrocento anni di studi del cielo, del tempo e della navigazione attraverso un tavolo artisticamente apparecchiato con oggetti da cucina di ogni specie.

Viabilità e parcheggi. 

Per il presepe all’Anfiteatro romano, navetta gratuita con partenza da Piazza del Teatro fino a piazza del Senato da venerdì a domenica.

Venerdì e domenica aperti gratuitamente i Parcheggi Traiano, Cialdini e Umberto I e anche quello degli ARCHI, sosta su aree blu scontata del 30 % (dall’8 al 25 Dicembre), se pagata con l’App MyCicero.

A disposizione per gli utenti dei parcheggi comunali due trenini.

Il primo collega tutti giorni i parcheggi a Piazza Cavour, corso Stamira e Piazza Roma, con partenza dal parcheggio degli Archi ogni 35 minuti dalle 16 alle 20. Solo sabato e domenica un secondo trenino congiunge piazza Cavour con il Viale e corso Amendola.

La navetta natalizia sabato e domenica pomeriggio collegherà gratuitamente Piazza Ugo Bassi  con il centro e il Viale: una corsa ogni 20 minuti dalle 16.30  alle 21.30.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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