Ancona – Anticipazioni sulla Fiera di San Ciriaco

Questa mattina riunione dei tecnici comunali con gli organizzatori per decidere le modalità di svolgimento della manifestazione

Ancona – Riunione questa mattina in Comune riguardo alla organizzazione della Fiera di San Ciriaco. Erano presenti gli assessori al commercio Pierpaolo Sediari, alla viabilità e sicurezza Stefano Foresi, Blu Nautilus la società che provvede all’organizzazione della fiera, i tecnici dell’amministrazione comunale, oltre ad Anconambiente, Conerobus e la Protezione Civile comunale.

La safety e security, previste dalla direttiva Minniti, hanno cambiato volto anche alla collocazione della Fiera che quest’anno si svolgerà in Corso Garibaldi, Corso Stamira fino a raggiungere Piazza Kennedy, proseguirà in Via XXIX Settembre e terminerà prima della rotatoria che dà accesso alla galleria San Martino.

Ancona – Fiera di San Ciriaco (foto di repertorio edizione 2017)

Gli espositori saranno circa 440 dei quali 340 ambulanti; con la campionaria situata fra Piazza Roma e via Castelfidardo, il piccolo mercatino dei prodotti tipici in piazza Stamira con circa 25 stalli, oltre alla gastronomia tipica nazionale e internazionale in Piazza Pertini. Non sono previsti stand gastronomici per tutto Corso Garibaldi.

È allo studio la viabilità di tutta la zona interessata dalla manifestazione, anche se l’Amministrazione comunale rende noto che per la particolare collocazione dell’edizione 2018 sarà necessario da parte dei visitatori usufruire dei parcheggi scambiatori e delle navette.

Quest’anno saranno disponibili i parcheggi di: Archi (600 posti), piazza D’Armi (circa 500 posti), Tavernelle (500 posti) e Del Conero, tutti con adeguati collegamenti (navette e bus di linea), anche appositamente potenziati, i cui dettagli (circa frequenza e punti di arrivo in fiera), saranno comunicati una decina di giorni prima dell’avvio del tradizionale evento.

Nel corso della riunione di stamane sono stati anche esaminati i servizi di emergenza, di pulizia da parte di Anconambiente e l’adozione delle misure di security previste per legge.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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