Agenda Estate, eventi ad Ancona dal 20 al 21 luglio

Cinema, libri, teatro e musica

 

lunedi 20 luglio

  • ore  21:30 – LAZZARETTO CINEMA  Proiezione del film “les amours imaginaires” di xavier dolan – un film con Xavier Dolan, Niels Schneider. Canada, 2010 – versione originale con sottotitoli in italiano – Ingresso unico 4 €
  • ore 21:30 – TROPICITTA’  – Arena Cinema Italia – C.so Carlo Alberto – Proiezione del film “DOWNTON ABBEY” ingresso € 7,00

  • ore 18:30 – LAZZABARETTO I LIBRI E LA CITTA’ – Giulia Corsalini, Kolja una storia familiare – Nottetempo Editore – a cura della Libreria Feltrinelli
  • ore 21:00 – Corte della MOLE – ACCADEMIA56, Centro teatrale Rinaldini, Teatro Elliot, Teatro Terra di Nessuno – Teatro Classico Antico: Cassandra, Incontri

martedi 21 luglio

  • ore 21:30 – Corte della Mole – rassegna AMICI DELLA MUSICA: SUONO GIOVANE – Musiche di L. Van Beethoven, I. Stravinskij, F. Schubert – Mauro Paolo Monopoli violoncello; Leonardo Colafelice pianoforte

prenotazione obbligatoria presso la biglietteria del Teatro delle Muse allo 071-52525 negli orari di apertura oppure all’indirizzo biglietteria@teatrodellemuse.org

  • ore  21:30 – LAZZARETTO CINEMA – Proiezione del film “CATTIVE ACQUE” di Todd Haynes. Un film con Mark Ruffalo, Anne Hathaway, Tim Robbins, USA, 2019. ingresso intero € 5 – ridotto € 4
  • ore 21:30 – TROPICITTA’  – Arena Cinema Italia – C.so Carlo Alberto – Proiezione del film “PINOCCHIO” con Roberto Benigni – ingresso € 7,00

ore 19:00 – LAZZABARETTO I LIBRI E LA CITTA’ Antonio De Signoribus, L’uovo di cavalla

Visite e mostre:

CHIESETTA DI PORTONOVO

giorni e orari di visita:  MERCOLEDI – GIOVEDI – VENERDI – SABATO E DOMENICA dalle ore 16,30 alle ore 19,30 – a cura di ITALIA NOSTRA (www.italianostra-ancona.org)

 c/o MUSEO OMERO – Mole Vanvitelliana, mostra TOCCAR CON MANO I LONGOBARDI; la mostra permette di esplorare tattilmente i modellini di sette monumenti con i relativi contesti territoriali del sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere 568-774 d.C.”.

ingresso libero mostra e museo Omero – orario luglio e agosto: dal martedi al sabato 17-20/domenica e festivi 10-13 e 17-20. Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura (www.museoomero.it).

 

redazionale

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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