Meravigliosa Grazia, i Vox Phoenicis per Polioplus del Rotary di Loreto

Il concerto, domenica 18 febbraio alle 19 nella Chiesa della Natività, la Parrocchia della Santa Casa, sarà diretto da Carlo Paniccià. Intende sensibilizzare l'opinione pubblica sulla necessità della vaccinazione antipolio

Loreto – Il concerto Meravigliosa Grazia, pensato ed ideato dal coro Vox Phoenicis per Polioplus del Rotary di Loreto, ha come filo conduttore la schiavitù in tutte le sue forme: dalla condizione di asservimento materiale o psicologico alle dipendenze dai vizi, dalle cattive abitudini alle situazioni vincolanti, dal male fisico e morale alle repressioni.

Il coro Vox Phoenicis

Amazing grace di John Newton, è il brano che esprime meglio la lotta contro ogni schiavitù.

Una forma di schiavitù è anche quella che la poliomielite (polio) impone alle sue vittime, malattia paralizzante e potenzialmente mortale che minaccia ancora i bambini di alcune parti del mondo. Il poliovirus invade il sistema nervoso e può causare paralisi in poche ore. Inoltre, può colpire a qualsiasi età, ma colpisce per la maggior parte bambini di età inferiore ai cinque anni. La polio è incurabile, ma completamente prevenibile col vaccino.

Per questi motivi la Global Polio Eradication Initiative, avviata nel 1988, è una partnership pubblica/privata, che include il Rotary, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, i Centri statunitensi per il Controllo e la Prevenzione delle malattie, l’Unicef, la Bill & Melinda Gates Foundation e i governi di tutto il mondo, si è impegnata a livello globale con la vaccinazione di massa dei bambini.

Oggi sono solo due i Paesi nei quali non è mai stata interrotta la trasmissione del poliovirus selvaggio: Afghanistan e Pakistan. Nel 2017 sono stati registrati meno di 15 casi di polio in tutto il mondo, che rappresentano una riduzione di oltre il 99,9 per cento sin dagli anni ’80, quando si contavano circa 1.000 casi al giorno.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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