Loreto: tutti gli eventi nel Santuario e in città da febbraio ad aprile

Via Crucis, teatro ragazzi adulti e in vernacolo, Quaresimale, mostre

Loreto – Un calendario ricco d’iniziative in questo periodo quaresimale nella città mariana. Ce n’è per tutti i gusti: dalla preghiera e alle riflessioni religiose e sociali, agli spettacoli teatrali, con mostre di fotografia e di scultura. Da febbraio ad aprile sono circa una trentina le iniziative in campo.

Eccole.

febbraio

  • 14/02  – 04/03 – bastione Sangallo – mostra fotografica di Vito Sforza – “paesaggio umano uguaglianze e diseguaglianze nell’era digitale ”
  • venerdì 16 – ore 18.45 – Basilica Santa Casa – Via crucis
  • domenica 18 – ore 17.30 – Teatro comunale – stagione teatrale – spettacolo per ragazzi Compagnia Teatro Pirata “Robinson Crusoe”
Loreto – Piazza della Madonna
  • martedì 20 – ore 21.00 – Basilica S. Casa – Quaresimale  – don Renzo Bonetti “la situazione della famiglia oggi: responsabilità e impegno”
  • venerdì 23 – ore 18.45 – Basilica S. Casa – Via crucis
  • sabato 24 – ore  21.30 – Teatro comunale  – stagione teatrale – commedia dialettale Compagnia Allegra Brigata “gallo o cappò?”
  • martedì 27 – ore 21.00 – Basilica S. Casa – Quaresimale – don Renzo Bonetti “Gesù compimento della famiglia”

marzo

  • venerdì 2 – ore 18.45 – Basilica S. Casa – Via crucis
  • martedì 6 – ore 21.00 – Basilica S. Casa – Quaresimale – don Renzo Bonetti  “il sacramento del matrimonio: un dono non solo per chi si sposa ma per tutta la chiesa”
  • dal 7 al 27 – bastione Sangallo  – mostra sculture Pino Mascia “il cuore dei poeti” –
  • venerdì 9 – ore 18.45 – Basilica S. Casa – Via crucis
  • dal 10 al 18 – sala mostre “Oscar Marziali” (arco di Porta Romana) – mostra fotografica di Franco Cingolani “face to nape”
  • sabato 10 – ore  21.30 – Teatro comunale  – stagione teatrale – commedia popolare Gruppo ricreativo  Arcobaleno  “i casi sono due ”
  • martedì 13 – ore 21.00 – Basilica S. Casa – Quaresimale  – don Renzo Bonetti “tutti protesi verso la famiglia grande: come nella Santa Casa”
  • venerdì 16 – ore 18.45 – Basilica S. Casa – Via crucis
Loreto – Interno del Teatro comunale
  • venerdì 16 – ore 21.30 – Teatro comunale  – stagione teatrale – spettacolo di prosa con Lella Costa  “questioni di cuore”
  • domenica 18 – ore 17.30 – Teatro comunale – stagione teatrale – spettacolo per ragazzi Compagnia  Storie Filanti “la barca che va per mare e per terra”
  • 21/03 – 10/04 – sala mostre “Oscar Marziali” (arco di Porta Romana) – mostra diorami pasquali
  • venerdì 23 – ore 18.45 – Basilica S. Casa – Via crucis
  • sabato 24 – ore  21.30  – Teatro comunale  – stagione teatrale – commedia Compagnia il focolare “il matrimonio mancato”
  • giovedì 29 – ore 10.30 – Basilica S. Casa – Messa del Crisma – ore 18.00 – Messa in Coena Domini
  • venerdì 30 – ore 17.00 – Basilica S. Casa – Liturgia della Passione – ore 20.30 – sacra rappresentazione della passione vivente “la morte del Giusto”  Villa Musone Loreto
  • sabato 31- ore 22.00 – Basilica S. Casa – veglia pasquale

aprile

  • domenica 1- ore 11.30 – Basilica S.Casa – Messa Pontificale

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Ancona e i perseguitati politici antifascisti

Ricostituita nelle Marche l’ANPPIA memoria storica con presidente Gianluca Quacquarini


Camerano, 26 gennaio 2023 – Arriva una nota in redazione a firma Gianluca Quacquarini consigliere comunale dorico in orbita Articolo Uno, già iscritto al M5 stelle e ancora prima nel PD: “Ricostituita ad Ancona l’ANPPIA, Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, ed io sono stato eletto presidente di questa ricostituita federazione”.

Lì per lì, ignorando del tutto l’esistenza di questa Associazione, sono stato assalito dallo sgomento. Ma come, nel 2023 stiamo ancora a parlare di perseguitati politici antifascisti? In oltre vent’anni di mestiere, dal 2000 ad oggi, non ne ho mai incontrato uno. A cosa diavolo serve ricostituire una simile associazione? E ancora, a cosa diavolo serve essere degli anti qualcosa se quel qualcosa è finito nel 1946?

Gianluca Quacquarini

Mio nonno poteva essere un antifascista, dal momento che fu mandato al fronte nella Prima Guerra Mondiale (1915-1918) come un ‘ragazzo del ‘99” (nati nel 1899). E dunque testimone adulto dell’era fascista (1919-1943). Mio padre poteva essere un antifascista, dal momento che vide la luce nel 1928, alla caduta del regime di Mussolini aveva 15 anni e dunque sapeva cosa significasse esserlo. Un pensiero reso concreto dal fatto che per tutta la vita mio padre tenne nel cassetto del comodino in camera da letto la tessera del PCI, anche quando il PCI non esisteva più.

Loro sì, ma io? E con me tutti quelli della mia età o più giovani come appunto Quacquarini… Per me e per loro che senso ha, oggi, parlare di perseguitati politici antifascisti? Nessuno, ma rispondo solo per me. Per il semplice motivo che sono cresciuto in un’epoca in cui questi perseguitati semplicemente non esistevano. Appartenevano ad un passato per me remoto. Occhio però a giudicare, perché da quando ho iniziato a capire la storia ho sempre condannato il regime di Mussolini, e conosciuto a fondo la storia dei perseguitati politici antifascisti, da Sandro Pertini in testa e soci illustri, suoi compagni di lotta.

Così, sempre per capire, ho fatto qualche ricerca e finalmente ho capito. L’ANPPIA, che ha sede a Roma sin dal 1946, ha uno Statuto, un Comitato esecutivo con tanto di Revisori dei conti e un Collegio dei Probiviri; edita un giornale bimestrale: L’antifascista, fondato guarda tu proprio da Sandro Pertini, e ha sempre dedicato molta parte delle sue energie alla ricerca e diffusione della conoscenza della storia dell’Antifascismo e dei suoi protagonisti, attraverso pubblicazioni, convegni, mostre, attività nelle scuole e molto altro.

Quel che vale per la Shoah, dunque, vale anche per l’ANPPIA: la memoria storica è importante, mai dimenticare quei perseguitati dal fascismo che hanno fatto la galera e subìto l’esilio – in alcuni casi pagando con la propria vita – per costruire l’Italia democratica, liberale e repubblicana di oggi.

Dunque, il senso di questa ricostituzione sta tutto qui: ricordare la storia per non dimenticare, un monito affinché non si ripetano più certe storture del passato, assolutiste e sanguinarie. Del passato, però! Perché oggi proprio grazie a quegli eroi certe reminiscenze sono state cancellate, non ci appartengono più. E certi gruppetti nostalgici lasciano il tempo che trovano e non vale neppure la pena citarli.  Meglio così, per un attimo avevo pensato che mi fosse sfuggito qualcosa!

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