Loreto – Il balcone di Porta Marina ospita la Cena in Bianco

Venerdì 4 agosto, dalle 19.30, cena-pic-nic sotto le stelle

Loreto – Venerdì 4 Agosto il balcone di Porta Marina si trasformerà in una grande sala da pranzo all’aperto. La pro loco Felix Civitas Lauretana, con il patrocinio del Comune e la collaborazione dell’associazione Ctg Valmusone, danno appuntamento dalle ore 19.30 per la Cena in Bianco.

Dopo le grandi città internazionali ed italiane l’unconventional dinner, nata a Parigi nel 1988, finalmente arriva anche a Loreto. Chi partecipa si porta tutto da casa: tovaglioli, posate, bevande, vivande, stoviglie in ceramica, bicchieri di vetro, e apparecchia ed imbandisce la propria tavola con amici, familiari, colleghi, nonni e bambini per vivere l’emozione di una cena tutti insieme.

Loreto – Piazza Giovanni Paolo II, il balcone di Porta Marina

Un evento che celebra la tradizione italiana a tavola nel rispetto della condivisione, della convivialità e del gusto del bello. Poche regole dunque da seguire per partecipare ad un moderno pic-nic sotto le stelle: i partecipanti dovranno vestirsi solo e completamente di bianco. No carta. No plastica. No pizza. Tavole e panche saranno messi a disposizione dall’organizzazione, così come candele, fiori, e tutto l’allestimento necessario per ricreare la sensazione di mangiare in una bellissima sala da pranzo ma… all’aperto!

Ad allietare la serata ci sarà la musica dal vivo di diversi gruppi musicali.

Raggiungere il luogo dell’evento sarà agevole, si può giungere nei pressi dello stesso con l’auto e scaricare quanto necessario alla serata e alla cena. Dunque, anche per i più pigri, nessuno sforzo titanico sarà necessario.

Si potrà iniziare ad apparecchiare ed imbandire la propria tavola dalle ore 19.30, la cena inizierà alle 20.30. Tutti sono invitati a partecipare previa iscrizione presso la Pro loco, tel. 071.977748, in corso Boccalini aperto dal lunedì alla domenica dalle 9 alle 13 e dalle 17 alle 19. Chiuso il mercoledì mattina.

Quota di partecipazione € 5. Bambini fino a 10 anni, gratis. Iscrizioni aperte fino al 2 Agosto.

 

redazionale


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

© riproduzione riservata


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi