Solstizio d’estate in musica dall’alba al tramonto a Castelfidardo

Martedì 21 giugno a partire dalle 5.25 con il concerto all’alba all’Occhio di Horus con il musicista Roberto Lucanero

Castelfidardo, 14 giugno 2022 – Nel solstizio del 21 giugno, come ormai tradizione, Castelfidardo si appresta ad accogliere la stagione estiva in un intreccio artistico di note e generi che accompagnano il sorgere e il tramonto del sole. Una magia inserita nel circuito della Festa Europea della musica che l’assessorato alla Cultura e la Proloco organizza per il sesto anno consecutivo in unità di intenti con la scuola civica ‘Soprani‘.

Il concerto all’alba delle ore 5.25 all’Occhio di Horus di Porta Marina, vede protagonistica quest’anno il compositore, etnomusicologo e didatta Roberto Lucanero, che presenterà in prima esecuzione assoluta il suo nuovo brano Solstitium, composto per l’occasione e che simultaneamente sarà disponibile presso tutti i distributori digitali di musica.

Solstizio d’estate a Castelfidardo. Nel riquadro Roberto Lucanero che suonerà nel Concerto all’alba

L’evento sarà l’apice di una sorta di tour de force discografico che a partire dal 21 gennaio ha impegnato Lucanero nell’iniziativa #ricordail21 pubblicando un singolo il 21 di ogni mese. Il maestro eseguirà tutti i suoi più recenti singoli, spaziando tra musica antica, tradizionale e composizioni originali, utilizzando – come sua cifra stilistica – fisarmonica, organetto semitonato e organo portativo medievale.

Alle 17.30, ai giardini Mordini, il concerto di musica classica “Giovaninconcerto”, di cui sono interpreti gli allievi dei corsi avanzati con un programma che partendo dalla musica barocca arriverà a toccare il periodo moderno del ‘900, senza tralasciare le composizioni per strumento a mantice.

Alle 19.00, all’occhio di Horus, il concerto aperitivo di Simone Bompadre che presenta il suo nuovo progetto: il trio “Alboreando”, che intreccia trame e colori sonori del mondo rivisitando brani conosciuti e proponendo brani inediti. Come naviganti, ci si lascia trasportare dai movimenti sonori sulle onde delle tensioni e distensioni di quel mondo interiore mai stabile ma sempre in divenire, in continua evoluzione.

Alle 20.30, il concerto in Piazza della Repubblica che unirà allievi e docenti di musica moderna. Verranno presentati i gruppi di studenti formatisi nei laboratori di musica d’insieme, e una selezione dei migliori studenti di canto accompagnati dalla band dei docenti dei corsi di musica d’insieme. Un repertorio vasto che spazierà su più fronti, dai classici senza fine ai successi degli ultimi anni, da Aretha Franklin ai Muse, dai Jet a Olivia Rodrigo.

A dare ulteriore colore e vigore alla giornata, saranno inoltre possibili le esibizioni spontanee nei Sound Art Corner. Info e prenotazioni presso Proloco, 071 782 29 87. In caso di maltempo, il programma non subisce variazioni, ma le location si spostano al Salone degli Stemmi (concerto all’alba), e al Cineteatro Astra.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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