Premio di fisarmonica, un mondo di note

Tutto il programma di giovedì 13: centinaia di ospiti e concorrenti da 24 nazioni Il concerto serale al teatro Astra è un omaggio inedito a Peppino Principe

Castelfidardo, 12 settembre 2018 – Ce n’è per tutti i gusti, ma è soprattutto una giornata da ‛virtuosi’. Il 43° Pif entra giovedì 13 nel vivo iniziando a dipanare la tela dello storico “Premio&Concorso” attorno al quale è costruito il cartellone di eventi promosso dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con la Pro Loco, le aziende del settore ed il sostegno di Regione Marche e Camera di Commercio.

«Non è solo vero ma è anche riconosciuto che a Castelfidardo si producano le fisarmoniche più belle al mondo e allora è giusto che qui vengano a suonarle gli artisti migliori – dice il direttore artistico Renzo Ruggieri Abbiamo puntato a rilanciare la dimensione festivaliera del Pif, ma la competizione resta al centro e i giovani non vogliamo relegarli nelle aule di audizione, ma farne apprezzare il talento da tutti».

La qualità del Pif si sposa a numeri consistenti: le iscrizioni al concorso spalmate sulle quattro categorie (classica, virtuoso, jazz e world music) sono oltre 160 da 24 Nazioni, espressioni di scuole e culture da ogni dove – dalla Russia all’Argentina, dalla Cina alla Norvegia – che verranno valutate da 55 eccellenti giurati.

Al debutto una delle novità principali di questa edizione, ossia la seconda prova live dei finalisti innanzi alla commissione e al pubblico del teatro Astra (ore 21:15, ingresso libero), in apertura del concerto dedicato al grande Peppino Principe. Lo scorso anno, di questi tempi, il Principe della fisarmonica festeggiava qua i suoi 90 anni ritirando l’ennesimo riconoscimento di una strepitosa carriera; oggi “Memories” ne ripercorre originalmente la parabola, dall’energia dell’età giovanile alla maturità del fenomeno da 20 milioni di dischi, fondatore fra l’altro dello Zecchino d’oro e autore di vari programmi tv.

Un tributo fatto di video appositamente realizzati e da esecuzioni a cura dell’Ensemble Contemporaneo diretto dal maestro Toni Fidanza, jazz septet che ha più volte accompagnato il maestro durante le sue tournée, del giovane jazzista Natalino Marchetti e del maestro Pino Di Modugno.

Ma il programma si apre sin dalle 9.30 con le audizioni al circolo Boccascena, Auditorium San Francesco e Auditorium Binci presso la scuola civica “Soprani”. Alle 12:00, tornano gli AperiPif, concerti aperitivo seguiti da degustazioni ai giardini di Palazzo Mordini offerte da Poldo, Camilletti Lino, Fioretti Brera, Carla Latini, Salumificio del Conero, Amarantos e panificio Preziuso.

Castelfidardo – Pif 2017: l’esibizione di Ardshin                                                                                                                                                                                                

Protagonista di questo primo appuntamento, il russo Artur Adrshin, vincitore della scorsa edizione del Pif. Dopo la pausa pranzo, si riprende con l’attività libera e spontanea nei Sound Art Corners (iscrizioni in Pro Loco), la world music di Walter Gialdi (ore 16:00, piazza della Repubblica), il Fysarmonia Duo (ore 17:00, piazza della Repubblica) e a seguire (ore 18:30 Salone degli Stemmi), il Duo Folksongs concerto per voce e fisarmonica classica con Tiziana Portoghese (mezzosoprano) e Francesco Palazzo (fisarmonica).

Alle 21.00, si esibiscono in piazza i Solo in Due, Gabriele Antonelli (fisarmonica) e Barbara Andreini (voce) ed alle 23:00 la giornata di note si chiude all’On Stage di via Soprani con il Goinba trio live: Alessandro Golini (violino), Stefano Indino (fisarmonica), Paolo Battistini (chitarra), musicisti eclettici che vantano collaborazioni di peso con Massimo Ranieri, Fiorella Mannoia, Gianni Togni, Nicola Piovani, Giorgio Albertazzi con un repertorio che varia dalle colonne sonore allo swing e il latin per poi passare al passionale Tango di Piazzolla e Galliano.

 

redazionale

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Femminicidio e violenza di genere

104 le vittime in Italia nel 2022. Quattro nelle Marche


Camerano, 2 dicembre 2022 – “Il Rapporto annuale sulla violenza di genere rappresenta uno strumento necessario dal quale partire per affrontare un fenomeno sempre più complesso. I numeri sono il primo strumento per comprendere la portata di un fenomeno che, purtroppo, non accenna a rallentare”. Lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sottolineando la valenza del Report annuale sulla violenza di genere nelle Marche per il 2021

Sono 104 le vittime in Italia nel 2022. Numeri spaventosi di vite spezzate, che coinvolgono anche il presente e il futuro di centinaia di minori. In due anni, si contano infatti 169 orfani per femminicidio, un terzo dei quali rimasto orfano anche del padre“, ha evidenziato Acquaroli.

(foto: Ikon Images / AGF – Copyright: Gary Waters)

Un fenomeno, quello della violenza di genere, che non accenna a rallentare e che si manifesta sotto moltissime forme, di cui l’omicidio resta la più ingiustificabile e orrenda punta dell’iceberg: violenza fisica, violenza psicologica, violenza sessuale, violenza economica, molestie e stalking, revenge porn, fino ad arrivare alle violenze legate a tratta e sfruttamento, stupro di guerra, mutilazioni.

Nel 2021, nelle Marche, si sono rivolte ai Centri Anti-Violenza 663 utenti (il 91% delle quali risulta essere un nuovo accesso). Ben 180 in più dell’anno precedente. Nel 2020 erano 483. Nel 2019 erano 471. Sono quattro le vittime che nelle Marche hanno perso efferatamente la vita nel corso del 2022.

Al di là dei numeri, comunque e sempre inaccettabili, che registrano un malessere in certi maschietti fatto di mancanza di rispetto, incapacità nell’accettare i ruoli, limiti culturali profondi e, in qualche caso, addirittura disprezzo per l’altro, sul fronte dei femminicidi resta ancora parecchia strada da percorrere: da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle associazioni di categoria, della scuola.

Non è semplice, e non è detto che si arrivi davvero ad eliminare il problema. Troppo diffuso il fenomeno, troppo complicati certi rapporti interpersonali, troppo poche le forze dell’ordine messe in campo per affrontarlo. Questo però non significa che non si debba fare di tutto e di più per limitarlo quanto più possibile.

Ai maschietti, a certi maschietti, dico che se ne devono fare una ragione: una donna, la tua donna, non è una tua proprietà. Non puoi essere tu a scegliere – a pretendere – quel che deve fare, quello che può dire, come si deve vestire, chi frequentare, come vivere. Ma, peggio ancora, non puoi pretendere – pena l’eliminazione – che debba amare sempre e solo te. Tu maschietto, devi sapertelo guadagnare il rispetto e l’amore di una donna (vale per entrambi), e c’è un solo modo a tua disposizione per non riuscirci mai e fallire: dare per scontato che tu sei Dio. Mentre, in realtà, sei solo un piccolo uomo incapace di relazionarti con le sconfitte che la vita ti pone di fronte continuamente.

Chiudo con le parole pronunciate a Fano il 25 novembre scorso da Ignazio La Russa, attuale presidente del Senato: “Per arginare questo fenomeno serve un atto culturale. La società veramente pretende che il rispetto di una donna non abbia eccezioni. Un reato commesso nei confronti di una donna, perché ella è una donna, è un abominio nel senso vero del termine. Non bisogna offrire alibi, non bisogna mai offrire vie di fuga. Quando si uccide una donna, bisogna dire è stata uccisa senza ragione una donna, cominciamo a dire questo e avremo fatto un passo avanti”.

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