PIF around, le strade del mantice da Castelfidardo al sud Italia

Artisti, sportivi, operatori culturali e politici in bicicletta fino in Calabria per il riconoscimento Unesco del patrimonio culturale fidardense

Castelfidardo, 23 agosto 2022 – Dalle Marche al Sud Italia attraversando i sentieri della musica e del mantice; questo è l’obiettivo del PIF around 2022 (Premio Internazionale della Fisarmonica) che, in collaborazione con il format Il Pentagramma a pedali, si propone di unire musica, avventura, bicicletta e turismo ecosostenibile.

Un gruppo di artisti, sportivi e operatori culturali, guidati dall’assessore Ruben Cittadini in rappresentanza del Comune di Castelfidardo e dal cantante Giacomo Medici, ideatore del format, si muoverà in bicicletta dalla città della fisarmonica per attraversare i Comuni della Riviera del Conero; successivamente il viaggio continuerà verso il sud della penisola, con l’obiettivo di arrivare in Calabria.

Castelfidardo – Il cantante Giacomo Medici e l’assessore alla Cultura Ruben Cittadini

La bicicletta sarà il mezzo utilizzato anche dagli artisti per raggiungere i luoghi nei quali si terranno le esibizioni, alcune delle quali di natura itinerante; il viaggio diventerà inoltre un video documentario che racconterà questo progetto davvero innovativo nel suo genere, la cui precedente edizione ha condotto i partecipanti dalla terra di Paolo Soprani fino in Germania.

Promosso dal Comune di Castelfidardo, Regione Marche e Riviera del Conero, l’evento rappresenta uno dei tasselli di documentazione e di avvicinamento al riconoscimento della fisarmonica e del tessuto culturale – imprenditoriale fidardense nel Patrimonio Mondiale Unesco e alla promozione del PIF 2022. Tra le novità di questa edizione, l’adesione al progetto dei Comuni della Riviera del Conero, che verranno attraversati nelle due tappe iniziali della manifestazione.

Il primo appuntamento prevede, il 26 agosto, la partenza da Castelfidardo (Piazza della Repubblica, ore 11.00) con arrivo a Numana, dopo aver percorso le strade che attraversano i Comuni di Osimo, Camerano e Sirolo; la conclusione della tappa avverrà simbolicamente davanti all’ex Fabbrica di fisarmoniche Frontalini, oggi sede del Municipio di Numana.

Il 27 agosto, con partenza sempre da Castelfidardo (ore 11.00), si andrà invece in direzione Recanati, toccando Porto Recanati e Loreto, per poi pedalare sui colli di leopardiana memoria.  Per questa tappa l’arrivo è previsto presso il Centro culturale ricreativo Beniamino Gigli, adiacente alla fabbrica di fisarmoniche Castagnari.

Terminata la prima fase marchigiana, la carovana si dirigerà il 30 agosto verso la Puglia, a Trani (BT), città nella quale affonda le radici la famiglia di Astor Piazzolla, inventore del tango nuevo, al quale verrà dedicato un omaggio in occasione delle celebrazioni previste per i 30 anni dalla morte. A chiusura della giornata di musica e pedali si terrà un concerto di gala presso la residenza storica Villa Maria di Castellana Grotte. Protagonista sarà, in questo caso, il bandoneón di Massimiliano Pitocco, tra i massimi interpreti a livello internazionale dello strumento emblema del tango e docente di fisarmonica presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma; con lui Massimiliano Caporale (pianoforte), Sarita Schena (voce), Giuseppe De Trizio (chitarra).

La fase finale di questa kermesse caratterizzata dal binomio musica-bicicletta è prevista in Calabria, a Cetraro, dove si terranno, fino al 6 settembre, seminari e masterclass dedicati ai giovani artisti, sotto la guida del direttore artistico del PIF e docente al Conservatorio di Catanzaro Antonio Spaccarotella.

I Comuni patrocinanti dell’iniziativa sono: Castelfidardo, Osimo, Camerano, Sirolo, Numana, Porto Recanati, Loreto, Recanati, Trani, Castellaneta Grotte e Cetraro.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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