Palio dell’acqua, sfida fra otto contrade

Tracce di 800, 9-10 agosto: c’è anche la gara di organetto e il concorso fotografico

Castelfidardo, 3 agosto 2019 – Una sana competizione fra otto contrade, un momento saliente della rievocazione che accende animi, tifo e partecipazione risaltando l’importanza del bene più prezioso.

La necessità vitale di acqua per usi domestici, alimentari ed igienici è oggi assicurata dal banale gesto di rotazione di un rubinetto ma nel tardo Ottocento si era alla vigilia dell’inaugurazione dell’acquedotto (avvenuta nel 1866), e l’approvvigionamento comportava fatiche che la contesa del palio dell’acqua simbolicamente rievoca.

Carica di significati storici, fascino scenografico e pathos agonistico, la contesa si svolge nella serata di venerdì 9 agosto nel percorso di 80 metri allestito a Porta Marina, una corsa a staffette in cui i 32 rappresentanti (otto per squadra in par condicio tra uomini e donne) di Acquaviva, Cerretano, Crocette, Figuretta, Fornaci, San Rocchetto, Sant’Agostino e Terzieri, si sfidano tra due ali di folla per trasportare più acqua possibile nella propria tinozza tramite grandi secchi di legno sostenuti da un bastone impugnato ai lati dagli atleti.

L’albo d’oro riporta le affermazioni di Fornaci (due volte consecutive), Figuretta e quella al fotofinish dello scorso anno di Crocette. Come d‘uso, la contrada vincitrice riceverà in premio il drappo dipinto da Renzo Romagnoli e ricamato da Gina Morosini, e avrà l’onore di aprire il corteo storico dell’indomani. Il programma prevede la benedizione delle squadre e il sorteggio in Piazza della Repubblica (20.45), la spettacolare apertura del palio con il volo notturno dei rapaci di Gianluigi Mandolesi a Porta Marina (21.00), il via alle 21.30, seguito da proclamazione, premiazioni e il concerto dei Folkantina.

Nel pomeriggio di domenica, alle 18.30 ci sarà la versione calibrata per il “Palio dei piccoli”, giochi d’acqua con il semplice scopo di divertirsi: appuntamento attorno alla fontana di Piazza della Repubblica con i bambini dei vari quartieri disposti in otto raggi in fila indiana per raccogliere con un mestolino l’acqua da passare al compagno fino a chiudere la fila per poi contare il “bottino”. La serata vivrà altri momenti di grande intensità con il corteo storico e l’energia degli Obelisco Nero.

Castelfidardo – Il Palio dei piccoli

Ma se l’acqua è il motivo dominante della due-giorni, non mancano altri elementi di novità, stimolo, confronto e coinvolgimento. Come la gara di organetto amatoriale in programma venerdì alle 18:30 nelle botteghe di Piazza della Repubblica ove torneranno a riecheggiare suoni e ambientazioni d’altri tempi.

E poi il concorso fotografico “Obiettivo 800”, in collaborazione con il circolo Avis Giacomelli di Osimo, ad iscrizione gratuita e con premi a chi realizzerà il miglior scatto, quello più social, e un “racconto” composto da cinque foto che colga gli aspetti, la suggestione e la bellezza dei momenti di vita quotidiana ritratti dagli oltre 500 rievocatori in costume.

Info sulle pagine facebook di Tracce di 800.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Democrazia pura, una pratica fuori moda

Da lunedì 24 gennaio il via all’elezione del Presidente della Repubblica


Camerano, 23 gennaio 2021 – Oggi è domenica 23 gennaio, giorno di festa e di riposo. Non per tutti, ovviamente, men che meno per i Deputati (630), i Senatori (315), i Rappresentanti delle Regioni (58 Grandi elettori)) e i Senatori a vita (6), convenuti a Roma per eleggere il prossimo Presidente della Repubblica. Un totale di 1.009 elettori che a partire dalle ore 15 di domani, lunedì 24 gennaio, daranno il via al primo scrutinio per trovare il sostituto del presidente Sergio Mattarella (foto) giunto a fine settennato.

E siccome i partiti politici non sono stati in grado di esprimere ufficialmente un proprio candidato – Silvio Berlusconi ha sciolto la riserva e ha detto no alla sua candidatura per il centrodestra – oggi che è domenica a Roma si lavora per decidere cosa fare domani in seno al Parlamento riunito per l’occasione in sede comune. Per la Regione Marche i tre rappresentanti designati a far parte dei Grandi elettori sono: Francesco Acquaroli (Fdi) presidente della Giunta regionale (scelto con 12 voti); Dino Latini (Udc) presidente del Consiglio regionale (9 voti); Maurizio Mangialardi (Pd) capogruppo in minoranza (8 voti).

Come funziona l’elezione del Presidente della Repubblica? Nei primi tre scrutini è richiesta la maggioranza di due terzi dell’assemblea, pari a 673 voti; dal quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta, pari a 505 voti. Da questi numeri si evince che nessuno schieramento politico a sinistra, a destra o al centro ha i numeri sufficienti ad eleggersi un proprio candidato. Almeno, non ai primi tre scrutini. Forse sarà possibile dal quarto, ma occorrerà comunque mettere in piedi accordi per arrivare ai 505 voti necessari. Ed è per questi accordi, per trovare una convergenza sul nome di un papabile che oggi a Roma 1.009 politici sono in fibrillazione.

Stiamo parlando della massima carica dello Stato, una figura irreprensibile, incorruttibile, garante dei partiti e delle istituzioni, in grado di rappresentare al meglio la nostra Costituzione e l’Italia intera dentro e fuori i confini nazionali. Il fatto che nessun partito sia stato in grado di fare un nome con simili caratteristiche la dice lunga su come sono messi. I partiti politici, ovviamente, mica gli italiani che, a mio avviso, di uomini con tali caratteristiche ne esprimono diversi e in svariati campi.

Al di là di tutte le menate e le manfrine partitiche la volontà di imporre un proprio uomo che possa pendere a loro favore, e avvantaggiarli nelle scelte future, è il vero motivo che ha indotto i singoli leader politici a non fare un nome in questa fase. Complicando non poco una elezione già complicata di per sé. Giochi di potere ormai stantii tutti italiani che non si ha il coraggio di cambiare.

Sarebbe tutto molto più semplice se riuscissimo a svecchiare anche questa elezione. Come? Magari, così. Ogni partito, o schieramento politico che sia, un mese prima dell’elezione presenta il suo candidato ufficiale. Parlamento e Grandi elettori si riuniscono e votano: chi riceve più voti, anche solo uno più di un altro, diventa Presidente della Repubblica. Facile, no? Ma questa sarebbe Democrazia pura, una pratica che oggi non coniuga quasi più nessuno.

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