Osimo – VI° Festival Giornalismo d’Inchiesta: – 4 giorni allo start

Domenica 24 le prime due iniziative in cartellone: a Castelfidardo con Mauro Valentini e a Filottrano con l’omaggio ad Alberto Sordi

Osimo – Conto alla rovescia per la partenza del VI° Festival sul giornalismo d’inchiesta delle Marche, organizzato dall’associazione Ju-Ter Club Osimo e dal Circolo culturale + 76, con la direzione artistica di Gianni Rossetti. Un’edizione, questa, ricca di eventi e di nomi di spicco del giornalismo nazionale –con un paio di divagazioni sul tema – che coinvolge, oltre Osimo, i Comuni di Castelfidardo, Filottrano e Ancona.

Due le iniziative d’apertura in cartellone:

Domenica 24 settembre ore 18.00 – Castelfidardo
presso Libreria Aleph – Via XVIII Settembre, 33 (Palazzo Sannoner)

“Marta Russo: il mistero della Sapienza”

L’omicidio di Marta Russo, noto come il “delitto della Sapienza”, è uno dei misteri della cronaca nera italiana. E’ avvenuto nel 1997 all’interno della cittadella universitaria. Marta Russo, 22 anni, studentessa di giurisprudenza, fu ferita in maniera gravissima da un colpo di pistola. Morì cinque giorni dopo all’ospedale.

Mauro Valentini e Valeria Dentamaro

Per quel delitto nel 2003 furono condannati un assistente universitario di filosofia del diritto, Giovanni Scattone (omicidio colposo) e Salvatore Ferraro (favoreggiamento personale). Mauro Valentini porta a rivivere i luoghi di questa triste storia, fino a farci immaginare e sentire le voci dei protagonisti, sollevando un dibattito sui problemi della Giustizia italiana.

Valeria Dentamaro dialoga e intervista l’autore Mauro Valentini

MAURO VALENTINI

È uno scrittore e giornalista romano, anche se da anni vive a Pomezia. Ha diretto in passato un blog – magazine di grande successo e oggi scrive principalmente di cronaca nera e di cinema collaborando con diverse testate nazionali, tra le quali Giallo e Cronaca & Dossier.

Mauro Valentini

È ospite di numerosi programmi di approfondimento radiofonici e televisivi come opinionista. Ama il cinema francese, il “noir” e la “nouvelle vague” sono i suoi ideali narrativi più alti a cui si ispira. Come autore letterario è stato premiato in diverse manifestazioni internazionali. Con Sovera ha già pubblicato, oltre all’ultimo “Marta Russo – Il Mistero della Sapienza” altri due libri –inchiesta: “40 passi” e “Cianuro a San Lorenzo” che hanno analizzato i misteri insoluti di due delitti avvenuti a Roma, contribuendo a riaccenderne l’interesse mediatico e investigativo.

Domenica 24 Settembre ore 21.15
Filottrano (AN) Cinema Teatro TORQUIS – Largo Matteotti

Omaggio all’Albertone nazionale

Proiezione del Documentario “Alberto il Grande” alla presenza del Regista: Luca Verdone.

Riconoscimento a Luca Verdone per il documentario ed alla “Fondazione Alberto Sordi per i Giovani” per “l’impegno profuso nei confronti delle Giovani Generazioni”: Presidente Carlo Verdone.

Luca e Carlo Verdone celebrano Alberto Sordi

Apertura inedita per il Festival 2017. Si comincia con un documentario su un artista, Alberto Sordi, che è stato, a suo modo, un grande giornalista. È stato cioè una maschera ineguagliabile che ha saputo raccontare con straordinaria efficacia le fragilità, le miserie, i tic e i difetti dell’italiano medio.

Carlo e Luca Verdone da piccoli abitavano a pochi passi dall’appartamento dell’Albertone nazionale e raccontano nel docu/film come hanno vissuto il rapporto con l’attore, prima come vicini di casa, poi come compagni sul set. Uno straordinario omaggio a un grande attore protagonista della migliore commedia all’italiana.

I fratelli Luca e Carlo Verdone. Nel riquadro, Alberto Sordi con Carlo Verdone

Un film che ci offre un ritratto inedito di Alberto Sordi attraverso racconti e testimonianze, affiancate dalle sequenze dei film, video e immagini dell’istrione abituato ai riflettore e ai flash, insieme a quelle inedite sepolte negli archivi di Medusa, della Rai, di Cinecittà Luce, della Fondazione Alberto Sordi e dell’Associazione Culturale Enrico Appetito.

LUCA VERDONE

Dopo la laurea in lettere si dedica alla regia di documentari e programmi televisivi. Fa il suo esordio come regista cinematografico con il film 7 chili in 7 giorni, in cui ha affiancato il fratello Carlo a Renato Pozzetto.

Nel 2009 partecipa alla settima edizione del festival cinematografico molisano Kimera Film Festival in qualità di ospite d’onore. In quell’occasione propone alla platea di appassionati che ha affollato il Teatro del Loto di Ferrazzano, paese di origine di Robert De Niro, un suo primo cortometraggio dal titolo Matrimonio in Santa Maria in Trastevere.

Nel 2006 gira La meravigliosa avventura di Antonio Franconi. Nel 2015 ottiene il premio Lù Mière Calicidicinema a Lecce, per la sensibilità dimostrata verso il territorio salentino con il cortometraggio Il miracolo di Sant’Oronzo. Presiede la Fondazione dedicata ad Alberto Sordi e, al Festival del giornalismo, presenta un suo documentario su Alberto Sordi, realizzato in collaborazione con la Regione Lazio.


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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