Il Pif omaggia l’eccellenza industriale e Paolo Soprani

Domenica 9 settembre il Farfisa day, un viaggio nella memoria e nella storia

Castelfidardo, 4 settembre 2018 – Chi non ricorda l’epico film-documentario “Live at Pompei”, uno dei più importanti nella storia del rock girato nel 1971 dai Pink Floyd?  Ebbene la tastiera in bella evidenza suonata da Richard Wright è il Compact duo della Farfisa e alla più grande azienda europea di strumenti acustici ed elettronici, il Pif rende omaggio.

L’anteprima del Premio Internazionale di fisarmonica riunisce infatti due emblemi: la Farfisa e Paolo Soprani. All’eccellenza fondata nell’immediato dopoguerra e al fondatore dell’industria della fisarmonica Paolo Soprani è dedicato il programma di domenica 9 settembre.

Una foto storica dei dipendenti al lavoro nello stabilimento Farfisa

La settima edizione del Farfisa day promosso dall’omonima associazione culturale si svolge a Castelfidardo richiamando centinaia di appassionati anche da fuori regione. «Il primo anno vi partecipò anche il maestro Gervasio Marcosignori che ne fu entusiasta e auspicò di ripetere costantemente questa esperienza – sottolinea il presidente Claudio Capponi, al cui numero 333 4987209 ci si può rivolgere per info – la Farfisa rimane nel cuore di noi tutti che ne abbiamo condiviso l’epopea per ragioni di lavoro o professionali e ne ripercorreremo le fasi con filmati ed immagini storiche al Salone degli Stemmi e con la mostra di alcuni tra i più significativi esemplari in Auditorium San Francesco».

Castelfidardo – Paolo Soprani e una delle creazioni uscite dalla sua fabbrica

Nata nel 1946 dalla fusione delle ditte Settimio Soprani di Castelfidardo, Fratelli Scandalli di Camerano e Frontalini di Numana (ritiratosi dopo appena nove mesi), la FAbbriche Riunite di FISArmoniche, seppe esprimere il meglio della tradizione artigiana, leggendo i tempi e cogliendo le opportunità del boom economico: raggiunse picchi di 2.100 dipendenti, con strumenti richiesti da 87 paesi. I prodotti di alta qualità come la fisarmonica Super VI, il Synth Accordion  e il Compact duo, prima serie di organo a due tastiere, finirono nelle mani dei più grandi artisti e band dell’epoca.

L’esposizione in Auditorium sarà aperta fino a martedì 11; alle 18:00 di domenica 9 si esibiranno i maestri Pino Gulizia (organo elettronico Farfisa Pergamon) e Valentino Lorenzetti (fisarmonica elettronica).

In serata, alle 21:00 al teatro Astra a ingresso libero, lo straordinario spettacolo circense e musicale Fissò Armonikos – Uomini e fisarmoniche, rende invece omaggio con note leggere e lacrime amare al padre della fisarmonica Paolo Soprani nel centenario della morte.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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