Il duo Cammarano – Giaccaglia omaggia Astor Piazzolla

Il 20 e 21 giugno a Castelfidardo concerti all’alba e al tramonto per la Festa Europea della musica

Castelfidardo, 14 giugno 2021 – «È con orgoglio e piacere che per la quinta volta consecutiva partecipiamo alla Festa Europea della Musica, non ci siamo mai fermati e questo è il segnale che a Castelfidardo la musica suona e suonerà sempre, per indole, vocazione e per le note che ci scorrono nel sangue».

lCastelfidardo – Lassessore alla Cultura Ruben Cittadini; (foto: Atelier creativo Marco Nisi Cerioni)

Così l’assessore alla Cultura Ruben Cittadini annuncia il programma della due giorni che darà il via ad una: «estate sonora e di alto spessore culturale grazie all’impegno e alla dedizione della scuola civica di musica Paolo Soprani, con la quale abbiamo cementato una collaborazione costante; e a tutti coloro che ne saranno parte a vario titolo,  invitiamo ad incarnare lo slogan francese concepito nel 1983, ‘Faites de la musique!’ che significa ‘Fate la musica’ da un’omofonia del titolo della festa stessa».

Ad aprire il palinsesto domenica 20 giugno alle 19:00 in Piazza Leopardi il gruppo dei Mixtape, formazione numerosa e variopinta che si colloca nel genere fusion, con molte influenze jazz e funk, che darà voce ad un repertorio basato su brani inediti e altri attinti dalla discografia degli artisti cui si ispira.

Daniela Cammarano ed Emiliano Giaccaglia

Alle 21:00, nell’aia della Fondazione Ferretti (o Salone degli Stemmi in caso di maltempo), va in scena una speciale anteprima dedicata ad Astor Piazzolla, geniale compositore argentino icona del tango e del bandoneon: le letture a tema di Moreno Giannattasio, andranno ad introdurre l’esibizione del maestro Emiliano Giaccaglia, direttore della scuola, il cui pianoforte dialoga con la violinista di fama internazionale Daniela Cammarano. Un’artista di raffinata tecnica, sensibilità e generosità artistica, che dopo il diploma di secondo livello con lode al Conservatorio “Verdi” di Milano, è ‘partita’ alla conquista dei più prestigiosi premi, palcoscenici e collaborazioni che la impegna sia come didatta che come concertista. I biglietti si sono esauriti in un batter d’occhio in prevendita pertanto, per favorirne una più ampia fruizione, la performance verrà proposta in differita streaming sui canali social del Comune all’indomani, alle ore 21.00.

Alle prime luci di lunedì 21 giugno alle 5:25, il concerto all’alba all’occhio di Horus che vede protagonista Valentina Verzola, giovane violoncellista diplomatasi al Santa Cecilia di Roma e al Conservatorio di Fermo. Il suo curriculum è già ricco di pagine importanti, tra cui la docenza alla scuola di musica “Soprani”.

Alle 18:00 in piazza della Repubblica (angolo Pluriservizi), dj set con Marco Cecconi e alle 18:30 ai Giardini Mordini è la volta dei “Giovaninconcerto”, esibizione degli allievi più meritevoli dei corsi avanzati di ogni genere e strumento.

Alle 19:30 i Sean Conero si esibiscono al Caffè Centrale in Piazza Leopardi; chiudono la serata alle 21:30 al Pub O’ Brian “Henry & The Screamers”, band di recente formazione nata da un’idea di Luck Moriconi ed Enrico Ballante con l’intento di suonare standard della musica blues e brani di propria composizione attingendo, a livello stilistico, al boogie-woogie e al rock’n roll.

Info e prenotazioni presso Pro Loco: 071 782 29 87.

Domenica 20

19:00 piazza Leopardi – Mix Tape

21: 00 Aia fondazione Ferretti – omaggio ad Astor Piazzola Duo Cammarano-Giaccaglia

Lunedì 21

5:15 Occhio di Horus – Valentina Verzola violoncello solo

18:00   Angolo  Pluriservizi piazza della Repubblica – Marco Cecconi dj set

18:30 Giardini Mordini – Giovaninconcerto

19:30   Caffè Centrale – Sean Conero

21.30 Pub O’ Brian – Henry & The Screamers

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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