Il Carnevale di Castelfidardo

Tante le iniziative fra quelle private e istituzionali. Vietate le bombolette spray nel centro storico

Castelfidardo – Fantasia ed allegria: in tanti pronti a scendere in pista per celebrare il Carnevale in un tripudio di maschere, scherzi e coriandoli. Fra iniziative private ed istituzionali, tre gli appuntamenti di punta in calendario.

Il Giovedì grasso castellano

va in scena dalle 20.30 al MelalunaCenter Dance con i Dj Pierfrancesco Marchesini & Antonio Patani ad alternarsi in consolle, i Salsa Loca a guidare le danze e i Folkorati ad improvvisare stornelli. Musica, premi alle migliori maschere singole, di coppia e in gruppo, dolci di carnevale per tutti e una finalità solidale devolvendo il ricavato agli istituti scolastici di Castelfidardo: I.C. Soprani, I.C. Mazzini, IIS Meucci, Istituto Sant`Anna.

Domenica 11 dalle 16.00 alle 19.30 

divertimento, giochi e animazione assicurati presso l`Auditorium San Francesco con la festa organizzata dal gruppo Raoul Follereau. Un appuntamento colorato, condiviso e sempre molto partecipato in cui l`unione fa la forza: il comitato promotore offre le bibite, i dolcetti sono ben graditi se portati dagli ospiti!

martedì 13 febbraio

il cerchio si chiude con una ricca edizione del Carnevale Castellano articolata dall`assessorato alla cultura in collaborazione con la Pro loco e il Comitato Acquaviva. Ritrovo in Piazza della Repubblica alle 15.30 con musica in filodiffusione, clown e laboratorio di maschere.

Alle 17.30 il clou del pomeriggio con lo spettacolo gratuito in Auditorium San Francesco della compagnia I Circondati,che portano in scena uno dei loro show più apprezzati, premiati e rappresentati sia in Italia che all`estero: Tri quarter.

Da non dimenticare l`ordinanza della Polizia locale che vieta l`utilizzo di bombolette spray di qualsiasi genere nel perimetro del centro storico.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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