Giornate FAI a Castelfidardo, alla scoperta del Parco delle Rimembranze

“Tracce di 800” accompagnerà i visitatori sabato 16 e domenica 17 ottobre

Castelfidardo, 14 ottobre 2021 – Tra le bellezze del patrimonio artistico e culturale inserite dal FAI nella decima edizione delle “Giornate d’autunno” prevista nel week-end, figura anche il Parco delle Rimembranze di Castelfidardo.

Il percorso di visita si snoderà in più tappe con illustrazione dei punti più significativi a cura dei volontari della associazione “Tracce d’800” che con entusiasmo prestano la propria collaborazione tracciando un itinerario inedito, singolare e interessante anche per gli stessi fidardensi.

Sarà così possibile scoprire l’alto valore simbolico ed artistico del “Monumento ai Vittoriosi di Castelfidardo” nella battaglia del 18 settembre 1860, oltre ad altri aspetti curiosi che caratterizzano questo luogo unico nel suo genere. Un monumento e un parco ricco di storia e suggestioni che celebrano uno dei momenti più importanti del processo di unificazione nazionale che ha portato il piccolo borgo ottocentesco di Castelfidardo agli onori delle cronache dell’epoca.

Si rifletterà così sulla storia della battaglia, sulla costruzione del monumento dedicato a Cialdini (opera dello scultore Vito Pardo) inaugurato nel 1912, della sottostante cripta neo-assira, dell’anello dedicato ai padri della patria con i relativi busti, dell’area delle rimembranze in ricordo dei caduti delle due grandi guerre, e infine delle preziose cancellate che circondano la base della collina. Opere che fanno del parco delle Rimembranze un vero e proprio luogo della memoria dei tanti connazionali che in nome della difesa della nazione e della sua unità hanno sacrificato le proprie vite in nome di un ideale patriottico.

Il personale del FAI e dell’Associazione “Tracce di ‘800” saranno lieti di condurre i visitatori all’interno del parco illustrando le varie vicende legate alla battaglia, alla costruzione del parco e dell’opera d’arte nonché le curiosità ad essi collegate. Il percorso inizierà dalla “Cancellata degli Allori” nei seguenti orari:

sabato 16 ottobre 10.00-12.20; 15.00-17.40
domenica 17 ottobre 10.00-12.30; 15.00-17.40

Ingresso su prenotazione consigliata dato il numero limitato di visite con un contributo di € 3,00.
Green Pass obbligatorio.

Per prenotare: https://bit.ly/3oI877o

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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