Giornalismo d’inchiesta: l’esordio a Castelfidardo e Filottrano

Mauro Valentini e Luca Verdone hanno aperto il Festival osimano

Castelfidardo/Filottrano – Non poteva esserci prologo migliore per la prima del Festival del giornalismo d’inchiesta delle Marche. La rassegna osimana organizzata da Ju-ter Club Osimo e Circolo +76, giunta alla sesta edizione, ha esordito ieri a Castelfidardo presso la Libreria Aleph (ore 18) presentando il libro “Marta Russo – il mistero della Sapienza”.

Castelfidardo – La presentazione del libro “Marta Russo – il mistero della Sapienza” a cura di Mauro Valentini presso la Libreria Aleph

Di fronte ad una platea impossibile da contenere tutta all’interno della piccola libreria, il giornalista Mauro Valentini – autore del libro-indagine – ha dato la sua versione su quel delitto che ancora oggi, a distanza di venti anni, resta uno dei misteri della cronaca nera italiana. Giovanni Scattone e Salvatore Ferraro, nel 2003, per quel delitto furono condannati a 3 anni e 6 mesi.

Mauro Valentini. Nel riquadro il suo libro sui misteri che hanno accompagnato la morte di Marta Russo

Mauro Valentini, per farla breve, si domanda: «Delle due una. O sono davvero colpevoli, e allora 3 anni e 6 mesi sono una condanna ridicola; o sono innocenti, e allora vanno risarciti perché quella condanna ha rovinato davvero la loro esistenza». Per l’approfondimento di questa storia davvero intricata, e per certi versi grottesca, l’unica è rimandare il lettore all’acquisto del libro.

Filottrano – Un frammento dei tanti spezzoni di film interpretati da Alberto Sordi e contenuti nel documentario “Alberto il Grande” per la regia di Luca Verdone

Altro scenario la sera, alle 21, quando il Festival si è spostato al Teatro Torquis di Filottrano per un inedito omaggio all’Albertone nazionale. La proiezione cioè del documentario “Alberto il Grande”per la regia di Luca Verdone, fratello dell’attore e regista Carlo.

Un omaggio molto ben girato e approfondito sulla vita, i film, e la personalità di Alberto Sordi, una delle icone irraggiungibili della commedia all’italiana. L’attore, probabilmente il più grande in assoluto, che ha saputo portare sullo schermo con grande efficacia le fragilità, le miserie, i tic e i difetti dell’italiano medio del suo tempo.

Filottrano – Al Teatro Torquis Luca Verdone ha raccontato la genesi e alcuni aneddoti riguardanti il suo docu-film su Alberto Sordi. A destra, il moderatore Alfredo Ranavolo, giornalista del Tg 3

Al termine della proiezione, Luca Verdone dal palco del Torquis ha rivissuto e raccontato la genesi del film, all’interno del quale suo fratello Carlo accompagna e affabula gli spettatori presentandogli i luoghi romani dove Alberto Sordi ha vissuto fino al giorno della sua scomparsa. Il tutto inframmezzato da tanti spezzoni di film girati  dall’artista e che l’hanno reso famoso in tutto il mondo.

Filottrano – Luca Verdone con il riconoscimento per l’impegno profuso nei confronti delle giovani generazioni

A fare da moderatore alla chiacchierata con Luca Verdone c’era Alfredo Ranavolo, giornalista del Tg 3. Alla sua domanda: “Com’è che questo film su Sordi non si vede molto in giro?” Luca Verdone ha risposto: «Abbiamo inserito molti frammenti delle pellicole girate da Sordi; per alcuni non siamo riusciti ad ottenere la liberatoria dagli eredi per la pubblica proiezione. Ci è permesso far vedere il film solo in manifestazioni culturali o festival come questo. Non possiamo andare in Tv o nelle sale cinematografiche».

Ed è un peccato perché oltre ad essere molto ben girato ed esaustivo, il film è un vero e proprio documentario storico che tutti dovrebbero poter vedere.

Filottrano – da sx: Armando Vitolo, Luca Verdone, Silvia Simoncini, David Coppari

Sul palco, ad omaggiare Sordi con un suo filmato, è salito anche Armando Vitolo, l’esperto sulla vita dell’attore e vincitore di una puntata del Rischiatutto 2016.

Prima del congedo finale, Silvia Simoncini, presidente dello Ju-ter Club Osimo, ha consegnato un riconoscimento a Luca Verdone per il documentario ed alla “Fondazione Alberto Sordi per i Giovani” per “l’impegno profuso nei confronti delle giovani generazioni”:

David Coppari, presidente della Confartigianato di Filottrano mandamento di Osimo – sponsor della serata – ha ringraziato Luca Verdone per il suo impegno nell’arte della cinematografia. Il regista, inoltre, è stato omaggiato con alcune stampe dell’artista jesino Giannetto Magrini.


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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