“Finché c’è guerra c’è speranza” e bolle strabelle a Porta Marina

Continua la rassegna di cinema all’aperto dedicata ad Alberto Sordi in Piazza della Repubblica e le iniziative per famiglie a Porta Marina: le proposte di venerdì 31 luglio

Castelfidardo, 30 luglio 2020 – – “Finché c’è guerra c’è speranza“. La rassegna di cinema all’aperto Era di venerdì propone nell’ultimo giorno di luglio (venerdì 31 luglio), in Piazza della Repubblica alle 21.30 una pellicola del 1974, diretta e interpretata da Alberto Sordi nei panni del commesso viaggiatore divenuto mercante d’armi Pietro Chiocca, che ha conquistato benessere e lusso grazie al commercio, spesso illecito, con i paesi africani. Un ritratto amaro e sarcastico su uno spaccato di verità e di interessi a tutt’oggi attuale.

A Porta Marina invece, stessa sera, l’intrattenimento per le famiglie è con lo show di e con Thomas Goodman e le “bolle strabelle”. «Le bolle di sapone non hanno fretta, esistono in una dimensione sospesa nel tempo – spiega Goodman – Non siamo noi che le facciamo arrivare, sono loro che arrivano. Un bollista è il tramite fra quel mondo e il nostro mondo».

Thomas Goodman, magico bollista, guiderà gli spettatori in un viaggio alla scoperta del mondo delle bolle di sapone. Tra gag e poesia, passando dalle micro bolle a quelle giganti, dalle bolle con le mani o con strumenti strani, scalando bolle vulcano e domando bolle di fuoco: «sotto una pioggia di bolle e chissà forse anche dentro una di esse, per poi volare via liberi insieme ai vostri sogni». Ingresso libero.

Cinema all’aperto: ingresso libero su prenotazione: https://prenotazioni.prolococastelfidardo.it/
Info: 071 7822987.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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