Finalissima del contest Cucina Tu al ristorante fidardense Amaranto’s

Domani sera, mercoledì 16 maggio, le cinque signore finaliste proporranno le loro ricette a base di gamberi rosa e asparagi al giudizio di due giurie, quella degli esperti e quella popolare

Castelfidardo, 15 maggio – Il contest Cucina tu che vi abbiamo già presentato, organizzato dal Ristorante Amaranto’s, avrà la sua degna conclusione con una cena spettacolo mercoledì 16 maggio durante la quale i primi 5 finalisti, in questo caso finaliste, aiutati da Mara Palanca e Antonio di Guglielmo, sous chef e chef del ristorante, si sfideranno per l’ultima volta davanti ad una giuria molto qualificata.

I nomi dei giurati verranno svelati prima della cena, per non ‘agitare’ i concorrenti. Ma non saranno gli unici a votare il piatto vincitore, è prevista infatti anche una giuria popolare composta da tutti i commensali presenti in sala. Dunque, chi volesse sostenere amici e parenti che hanno partecipato al contest non deve far altro che esserci.

Il divertimento è assicurato, sia per chi andrà a cena sia per i cinque finalisti: Sissi Feher, Sabrina Bruschi, Ory Papu Pamparana, Simona Benigni e Marisa Rossetti, che domani sera dovranno cucinare nuovamente le loro ricette a base di gamberi rosa e asparagi per poi sottoporli al giudizio definitivo.

Un ringraziamento speciale va agli sponsor della serata: Azienda Agricola Podere Santa Lucia (Alfonso), Pasta 600.27 di Carla Latini e Forno Dorico di Carlo Latini, Cooperlat Tre Valli, Pasticceria forno Mengarelli, Kruger.it, Corriere del Conero e Mancini Alessio prodotti ittici.

Per info e prenotazioni Ristorante Amaranto’s Via Adriatica 28 km 318,6 – Castelfidardo; tel. 0717825504
redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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