Festa europea della musica, concerti dall’alba al tramonto

Primi live il 21 giugno in presenza e in streaming con la scuola civica Soprani dedicati alle vittime del Covid

Castelfidardo, 20 giugno 2020 – Sarà all’alba il primo live del post emergenza. Il concerto delle 5.25 di fisarmonica-solo che vede protagonista Antonino De Luca all’Occhio di Horus (giardini di Porta Marina) con un repertorio di brani storici della canzone italiana e composizioni originali proprie, apre il 21 giugno la Festa Europea della musica che nel solstizio d’estate permette a Castelfidardo di ritornare ufficialmente a declinare le sue vibrazioni.

Antonino De Luca

«La musica è un messaggio universale di vita, speranza, unione e nella nostra città è anche una cifra identitaria cui dare continuità, aderendo sempre e comunque ad iniziative di questo tipo», spiega l’assessore Ruben Cittadini. L’assessorato alla Cultura, in stretta collaborazione con la Pro Loco e con la direzione artistica della civica scuola civica P. Soprani, aderisce con un programma corposo che offrirà note lungo l’intero arco della giornata, sia in presenza nel rispetto del distanziamento sociale, sia attraverso la diretta streaming coordinata da Marco Nisi Cerioni sui canali social del Comune (Facebook e You Toube).

Castelfidardo – I Docenti della civica scuola Soprani

I Sound Art Corners sono a disposizione per esibizioni spontanee. Fra le chicche di giornata, il concerto serale dedicato al 250° della nascita di Ludwig van Beethoven in cui i docenti della Civica Scuola di Musica Paolo Soprani, coordinati dal direttore M° Emiliano Giaccaglia, danno vita ad un suggestivo repertorio sulle radici culturali della musica europea, accompagnati da alcune letture ad hoc.

«Un’occasione preziosa per vedere all’opera i maestri che in questi 13 anni hanno contribuito con competenza e dedizione ad incrementare il numero di artisti sul territorio marchigiano, con risultati di primissimo piano – sottolinea il presidente Giannattasio – Il concerto è dedicato a tutti coloro che la pandemia ha portato via e a quelli che sono riusciti a guarire».

Programma (diretta web sui canali social per tutti gli eventi):

ore 5.25 – concerto all’alba all’occhio di Horus, fisarmonica-solo Antonino De Luca

ore 11.30 – dal Salone degli Stemmi, assaggio di pianoforte-violino a cura di alcuni allievi introdotti dal maestro Emiliano Giaccaglia, dal presidente Moreno Giannattasio e dall’assessore Cittadini con lo straordinario contributo del sommelier Lorenzo Travaglini per un brindisi alla musica (solo streaming)

ore 17:00 – nel Sound Art Corner di Piazza della RepubblicaUnconventional Petz” live (Edoardo Ripanti voce, chitarra, tastiera; Leonardo Sacchini: chitarra, voce; Ilaria Buccelli: basso, voce; Lorenzo Caporalini: batteria), rock alternativo, progressive rock, post-grunge

ore 21.00 –  Musica&Parole dal Salone degli Stemmi con un repertorio che spazia da Beethoven (di cui ricorrono i 250 anni dalla nascita) fino al folk interpretato dai docenti della scuola Soprani, con sorprese musicali inedite, alcune letture dedicate a cura del presidente Moreno Giannattasio in collaborazione con Rossini pianoforti (solo streaming)

Ore 22.30 – Pub O’Brian Via Marconi – Acid Queen (Janis Joplin Tribute Band marchigiana).

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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