Festa dei Santi Patroni sulle note della speranza

Il programma civile e religioso di venerdì 14 maggio

Castelfidardo, 11 maggio 2021 – Musica e cerimonia religiosa sono il fulcro della celebrazione dei Santi Patroni. Il lento e graduale ritorno alla normalità passa attraverso un altro 14 maggio in forma ‘statica’, senza i colori della fiera e l’attribuzione delle benemerenze – comunque sospese nell’anno delle elezioni – ma con la speranza di essere al termine di un lungo tunnel.

Il programma civile prevede alle 15.00 uno showcase musicale in diretta streaming dal Salone degli Stemmi per sostenere lo IOM (Istituto Oncologico Marchigiano), di cui è protagonista il maestro Luigino Pallotta.

Alle 16.00, in Collegiata, il fioretto con famiglie e ragazzi che ricevono i sacramenti di comunione e cresima;

alle 16.30 il parroco don Bruno rinnoverà il rito dell’accensione della lampada per la pace e la salute, un gesto di forte valore simbolico alla presenza dei rappresentanti le associazioni di volontariato.

A seguire, la concelebrazione eucaristica delle quattro parrocchie presieduta dall’Arcivescovo Angelo Spina e la benedizione solenne della città in piazza intorno alle 17.30 con le reliquie dei Santi Patroni e la partecipazione del Gruppo Filarmonico ‘Città di Castelfidardo’.

L’Ensemble strumentale della Civica scuola di musica Paolo Soprani

Alle 20.30, in diretta streaming dal Salone degli Stemmi, in filodiffusione e con videoproiezione in Piazza della Repubblica, il concerto dell’Ensemble strumentale della Civica scuola di musica “Paolo Soprani” diretto dal maestro Emiliano Giaccaglia. Il programma spazierà dal Quintetto di Schumann al repertorio orchestrale con il concerto di Bach in fa minore per pianoforte e orchestra, passando per “La Primavera” tratta dalle quattro stagioni di Vivaldi e, nel finale, un omaggio al Maestro Morricone con la colonna sonora tratta dal film “Nuovo Cinema Paradiso”.

Al termine, l’estrazione della lotteria di San Vittore i cui coupon sono in distribuzione con premi offerti dai commercianti locali. Le Sante Messe si celebrano anche alle ore 8.30, 10:00 e 11:30.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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