Castelfidardo ricrea “I favolosi anni ’70”

Venerdì 24 e sabato 25 giugno un contenitore di eventi in Piazza della Repubblica, Via Matteotti e Porta Marina

Castelfidardo, 17 giugno 2022 – La scenografia è pronta, l’entusiasmo e l’attesa salgono, il centro storico si prepara ad accogliere il revival degli anni Settanta. Anni di esplosiva libertà, di conquiste che oggi è naturale assumere per scontate, anni di progresso, evoluzione e di battaglie politiche, accompagnati da una spiccata creatività artistico-musicale e da usi e costumi che hanno dato un’impronta al clima sociale ed economico.

Un fermento, un’energia contagiosa e dirompente che il gruppo di lavoro de ‘I favolosi anni 70’ ha fatto propria, tramutando in realtà un’idea nata per gioco tra amici. Ecco così che venerdì 24 e sabato 25 giugno, Castelfidardo compie un festoso salto all’indietro per rievocare lo spirito e le atmosfere che hanno caratterizzato quell’epoca.

La squadra orchestrata da Marco Ceccarelli non lascia nulla al caso: «Grazie al sostegno volontario di tanti amici che si sono messi a disposizione e all’appoggio di Comune e Pro Loco che hanno subito ‘sposato’ questa iniziativa, abbiamo organizzato un contenitore di eventi: dal ritorno del tanto amato mercatino castellano, alla mostra fotografica curata dal circolo Filatelico ‘Matassoli’; dalla mostra statica di auto e moto d’epoca del MotoClub Fagioli allo spettacolo 2×70 con musica a tema e tante sorprese», spiega il coordinatore.

Grazie all’adesione dei commercianti e dei ristoratori, saranno aperti fino a tarda sera gli esercizi del centro storico, addobbato in maniera speciale sin dai giorni precedenti. Sul palco mobile di Porta Marina si esibiranno live, band, artisti fidardensi e ospiti a sorpresa, ripercorrendo le note e la cultura degli anni 70, come ricostruite da Maurizio Casarola che in quel periodo intratteneva e divertiva gli ascoltatori dai microfoni di Radio Rc1.

In entrambe le serate sarà inoltre possibile visitare il Museo del Risorgimento e il Museo Internazionale della Fisarmonica dalle 17.00 alle 22.30, e nella giornata di sabato si potrà andare alla scoperta delle Grotte dell’Istituto Sant’Anna.

Programma (ingresso libero)

Venerdì 24 giugno
Mercatino Castellano: antiquariato, collezionismo e artigianato (Piazza della Repubblica)
Mostra fotografica anni 70 (Porta Marina)
Esposizione statica auto d’epoca (Via Matteotti)
Spettacolo “2×70” – Musica e cultura degli anni 70 (Porta Marina)
Dj set musica disco anni 70

Sabato 25 giugno
Mercatino Castellano: antiquariato, collezionismo e artigianato (Piazza della Repubblica)
Visita alle grotte dell’Istituto Sant’Anna
Mostra fotografica anni 70 (Porta Marina)
Esposizione statica moto d’epoca (Via Matteotti)
Spettacolo “2×70” – Musica e cultura degli anni 70 (Porta Marina)
Dj set musica disco anni 70

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

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