Castelfidardo – Pif sotterraneo e Pif around, la fisarmonica scalda i mantici

Dopo il successo di Tracce di 800, un'altra raffica di eventi in arrivo

Castelfidardo – Dalla felice due giorni di Tracce di 800 che ha realisticamente catapultato la città nelle splendide atmosfere di quel fine secolo, al Premio internazionale della fisarmonica passando per gli Spazi e Sapori allestiti venerdì 8 settembre in collaborazione con Confartigianato: la grande macchina organizzativa non si ferma.

PIF 2016. L’esecuzione del vincitore Josè Valente accompagnata dall’Orchestra d’Archi del Conservatorio di Fermo diretta dal maestro Moles.

Gli eventi legati al marchio Pif si intensificano con l’approssimarsi della 42^ edizione in programma quest’anno dal 10 al 17 settembre. Il mantice ha continuato a suonare anche in pieno agosto, facendosi conoscere in versione Pif Sotterraneo alle Grotte di Camerano, alle Cisterne Romane di Fermo e alle Grotte di Osimo grazie all’abilità degli stornellatori Grazie Grazià e alla raffinatezza del duo Calambre (Luigino Pallotta alla fisarmonica e Luca Catena al violino), che si esibirà nel primo week-end del mese anche nello scenario mozzafiato delle Grotte di Frasassi.

«Esibizioni ovviamente calibrate in base al contesto in cui si calano, ma di grande intensità e fascino, concepite per diffondere e valorizzare la fisarmonica in ogni situazione e in ogni combinazione» ha spiegato l’assessore alla cultura Ruben Cittadini, annunciando che l’azione promozionale prosegue con gli appuntamenti del Pif around che toccheranno Comuni limitrofi dove la fisarmonica è elemento identitario e di unione culturale.

Così, il trio Paglialunga-Anglano-De Marco (pizzica e musica salentina), sarà di scena il 9 settembre in piazza Garibaldi a Loreto; l’Inspiration trio Di Falco-Mazzotti e Gabbellino a Numana domenica 10 presso piazza Nuova; il recital di musica e poesia con Giacomo Rotatori e Nicolas Tiranti a Recanati (cortile Palazzo Venieri) lunedì 11, e il solista Raffaele Damen ai Giardini Manciforte di Camerano nella serata di martedì 12.

La settimana di full immersion del Pif declinerà poi novità, quantità e qualità coniugando la dimensione mondiale degli ospiti e degli artisti in gara con proposte adatte all’appassionato, ai giovani, ai bambini e alle famiglie: dalle serate di gala che si apriranno mercoledì 13 in piazza della Repubblica con la “ballata delle acciughe” di Dario Vergassola, all’invasione di partecipanti al nucleo storico del Premio & Concorso (200 le iscrizioni ad oggi registrate); dal Pifbus in stile anni settanta che sarà veicolo di concerti, alle vetrine di eccellenze gastronomiche ed artigianali del territorio; dalla Notte della musica ai workshop, inserendo nel palinsesto concerti all’alba e al tramonto in collaborazione con la scuola civica di musica.

In ultimo, giochi a tema, ciclotto, merende, laboratori gratuiti e persino un pentagramma gigante in piazza della Repubblica dove i bambini potranno disegnare una propria melodia che verrà poi suonata da un maestro.

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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