Castelfidardo – Pif, il programma di venerdì 15 settembre

Sul palco dell’Astra Berthomieux – Mirabassi e Peppino Principe, il jazz unisce le generazioni

Castelfidardo – (Nella foto di copertina la serata di ieri con Dario Vergassola).Un incontro tra fuoriclasse, un’alchimia pronta a sprigionare emozioni sul palco del teatro Astra ove salgono domani, venerdì 15 ore 21.15 ingresso gratuito, Marc Berthoumieux e Giovanni Mirabassi in una serata destinata a lasciare il segno.

Marc Berthoumieux

Se il binomio artistico tra i due musicisti francesi rappresenta un’eccellenza nel panorama jazz attuale, il conferimento dell’onorificenza di “ambasciatore della fisarmonica” a un precursore del genere come Peppino Principe è un omaggio al mito che da poco ha compiuto 90 anni.

Le due anime ispirate che si fondono nella serata di gala sono quelle del fisarmonicista Berthoumieux e del pianista di origini perugine Mirabassi, che a Parigi ha trovato l’ambiente ideale per esprimere il proprio talento; entrambi vantano composizioni progetti e collaborazioni di livello tale da annunciare uno spettacolo di altissimo livello.

Giovanni Mirabassi

Il concerto sarà introdotto dalla premiazione dei vincitori delle categorie jazz e varietè (audizioni in programma dalle 9.00 in piazza della Repubblica e al circolo Boccascena), e arricchito dalla presenza del “Principe della fisarmonica”, una leggenda da 20 milioni di dischi e altrettanti anni in Rai dove è stato tra gli ideatori di trasmissioni come “Lo Zecchino d’oro”.

Alle 12.00, presso l’Auditorium Binci di via Mordini, primo appuntamento con gli AperiPif organizzati in collaborazione con i partner Amaranto’s, Poldo, Biologicamente, Fioretti Brera e Unikard che offrono degustazioni di vini e prodotti tipici. Ad esibirsi, gli allievi del maestro Cao Xiaoqing del Conservatorio di Pechino.

Pif, un momento delle audizioni

Dalle 16.00, presso la civica scuola di musica “Soprani”, lezioni gratuite di strumento per ragazzi tra i 4 e i 18 anni a cura dei maestri Luigino Pallotta (fisarmonica) e Chiara Serpilli (chitarra).

Alle 17.00, nella medesima sede, la consegna della borsa di studio “Mimmo Orlandoni” seguita dal concerto del maestro Gianluca Pica.

Alle 18.00, in Auditorium San Francesco, un pezzo da novanta della scena classica, già vincitore del Premio per concertisti nel 2004, il russo Alexander Selivanov. A confermare l’appeal giovanile dello strumento ad ancia.

Il caratteristico Pifbus vintage

Alle 19.00, i fari si accendono sull’Accordi[ON]Stage Academy, progetto fuori concorso fortemente voluto dal direttore artistico Riganelli per incentivare ricerca e studio nell’ambito della musica da camera e d’insieme: gli allievi dei Conservatori di Firenze, Pescara, Avellino, Latina, Trieste e Santa Cecilia di Roma, presenteranno repertori e prime esecuzioni su cui hanno lavorato durante l’anno accademico.

Alle 22.30, il trio Calambre suona al pub ‘O Brian di via Marconi.

Alle 23.30, il Projeto Brasil Live con Célio Balena (fisarmonica), Clovis Aguiar (tastiere), Milton Ramos (contrabbasso) all’On Stage Club di via Soprani alle 23.30.

A fare da cornice, nell’atrio comunale la mostra di pittura a tema dell’artista fidardense Aurelio Alabardi che ha ritratto dodici mostri sacri dell’ancia libera; il pittoresco Pifbus, i Sound art Corners, il mercatino di hobbisti e la proiezione del documentario “Le memorie di un mantice” (Piazza della Repubblica ore 21.15 e 22.15), realizzato nel contesto della Legge regionale sulla fisarmonica.

 

redazionale


Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Quel tocco di rossetto che spaventò l’Italia

77 anni fa le donne conquistavano il diritto al voto


Camerano, 01 febbraio 2023 – In questo mese, 77 anni fa, esattamente il 23 febbraio 1946, la Consulta Nazionale approvava il decreto legislativo che dava alle donne, per la prima volta in Italia, il diritto di votare e quello di essere elette. Diritto che le stesse poterono esercitare, sempre nel 1946, quando vennero chiamate al voto alle prime elezioni amministrative del dopoguerra.

Non si pensi che raggiungere questo diritto sia stato facile per le donne, la loro battaglia per il diritto al voto (suffragio universale), risale addirittura al 1861, l’anno dell’Unità d’Italia. E una volta acquisito, quel diritto, non è che la società tutta l’accolse con favore: occorreva un cambio di mentalità che s’era radicato negli uomini per centinaia d’anni.

Basti ricordare, come segno della disabitudine al voto femminile, quel che pubblicò il Corriere della Sera nell’edizione del 2 giugno 1946 commentando la partecipazione delle donne all’elezione dei deputati dell’Assemblea costituente e del Referendum istituzionale Monarchia-Repubblica, nell’articolo intitolato “Senza rossetto nella cabina elettorale” con il quale invitava le donne a presentarsi presso il seggio senza rossetto sulle labbra.

La motivazione era spiegata così: “Siccome la scheda deve essere incollata e non deve avere alcun segno di riconoscimento, le donne nell’umettare con le labbra il lembo da incollare potrebbero, senza volerlo, lasciarvi un po’ di rossetto e in questo caso rendere nullo il loro voto. Dunque, il rossetto lo si porti con sé, per ravvivare le labbra fuori dal seggio“.

Sì, oggi tutto ciò suona parecchio stonato anche perché, come facevi a capire a chi apparteneva quella macchia di rossetto? O che il colore del pigmento si poteva associare a questo o a quello schieramento? Oggi le schede elettorali per fortuna si piegano.

Sono passati 77 anni dal raggiungimento del diritto di voto per le donne. Molte, nel corso degli anni, sono state elette in Parlamento nelle due Camere, poche, pochissime, assise nella poltrona del presidente di questo o quel ramo, sfondando quel “tetto di cristallo” appannaggio riservato agli uomini per tanto, troppo tempo.

Ricordando l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la prima donna in questo ruolo nella storia d’Italia capace di sfondare quel tetto – e che le ha citate nel suo discorso d’insediamento, vorrei ricordarne alcune di queste eroine: Rosalie Montmasson, testarda al punto da partire con i Mille che fecero l’Italia; Alfonsina Strada, prima donna a competere nel ciclismo in gare maschili.

Eroine nella Cultura come Maria Montessori o Grazia Deledda premio Nobel per la Letteratura. Eroine nella Politica dei giorni nostri: Tina Anselmi, Nilde Jotti, Rita Levi Montalcini; e ancora, Oriana Fallaci enorme firma del giornalismo, Samantha Cristoforetti astronauta.

Chissà cosa sarebbe successo all’Italia e alle italiane se, 77 anni fa, quel diritto al voto fosse stato loro negato. Non credo granché, dal momento che do per scontato che comunque a quel diritto sarebbero arrivate. Semplicemente perché era scritto nelle stelle, e solo l’ottusità, il maschilismo e la paura della perdita di potere dell’uomo, l’ha ritardato nell’evoluzione sociale italiana.

Di una cosa però sono convinto: laddove le donne hanno primeggiato, sfondando quel tetto di cristallo, il mondo che hanno governato e le società che hanno gestito sono migliorate parecchio, colorandosi di quel tocco di rosso tanto vituperato nel 1946: un tocco di rossetto!

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